Cronaca

Abuso d'ufficio, condannato il sindaco di Vernole

Pena di otto mesi per Mario Mangione. Al cento, lo spostamento di ruolo dell'ingegner Giovanni De Giorgi. Una lunga vicenda, in cui il Tribunale del lavoro aveva però dato ragione all'ente comunale

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LECCE - Il sindaco di Vernole, Mario Mangione, è stato condannato a otto mesi per abuso d'ufficio. La sentenza è stata emessa questo pomeriggio dai giudici della seconda sezione penale (presidente Roberto Tanisi). Il pm Angela Rotondano aveva invocato una condanna a dieci mesi. La vicenda vede al centro un interminabile braccio di ferro tra il primo cittadino e l'ingegner Giovanni De Giorgi, che dopo aver ricoperto per 27 anni il ruolo di responsabile dell'ufficio tecnico nel maggio 2008 è stato spostato al settore gestione del patrimonio, manutenzione e innovazione tecnologica. Secondo quanto sostenuto dall'accusa, Mangione avrebbe volutamente destituito De Giorgi per motivi personali, a causa di diverse istanze rigettate di sanatoria presentate per abusi edilizi che riguardavano la sua abitazione, affidandogli un incarico di più basso livello. Per Mangione, invece, lo spostamento sarebbe avvenuto in un ruolo di pari grado.


Quattro le delibere che la Procura ha ritenuto lesive per De Giorgi, il quale sarebbe stato spostato presso un ufficio istituito appositamente per lui che però dopo circa due mesi dalla sua costituzione avrebbe esaurito le sue funzioni, durante le quali l'ingegnere avrebbe ricoperto un ruolo marginale, partecipando alle riunioni solo una volta settimana. Della questione si era interessato anche il Tribunale del lavoro, che aveva però dato ragione all'ente comunale, rigettando il ricorso con cui De Giorgi aveva chiesto di essere inquadrato nuovamente nel suo precedente incarico. Il sindaco era difeso dagli avvocati Andrea Mangione ed Andrea Sambati, De Giorgi si è costituito parte civile con l'avvocato Francesco Calabro.


"Prendo atto dell'odierna sentenza di condanna resa dal Tribunale penale di Lecce", commenta il sindaco Mangione. "Pur non convivendo, ma rispettando, il pronunciamento in esame, osservo come esso abbia applicato la pena più lieve tra quelle paventabili e concesso espressamente il beneficio della sospensione condizionale". Sempre secondo quanto dichiarato dal primo cittadino, la sentenza "non incide per nulla sull'azione amministrativa dell'ente, né modifica l´attuale assetto organizzativo, il quale ha già ottenuto in diverse occasioni l´avallo favorevole della magistratura del lavoro". Ora Mangione ed i suoi legali restano in attesa della motivazioni, dopodiché ricorreranno in appello. "In coscienza - conclude - sono pienamente convinto della bontà e legalità del mio operato".

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