Abuso d'ufficio? Ex sindaco di Specchia sotto processo

Antonio Lia è stato rinviato a giudizio. In qualità di primo cittadino, avrebbe sospeso il permesso di costruire ad un concittadino, gestendo una competenza del dirigente dell'Ufficio Tecnico

Antonio Lia.-2
Appena due settimane si era dimesso dalla carica di primo cittadino per "un diffuso lassismo tra gli uffici del suo comune" come tenne a precisare con un comunicato. In giornata Antonio Lia, ormai ex-sindaco di Specchia, è stato spedito sotto processo dal gup Ines Casciaro. Era al timone di una lista di centro-sinistra dal 13 giugno 2004. Il reato dal quale dovrà difendersi davanti ai giudici della prima sezione penale è di abuso ufficio. Il processo aprirà i battenti il prossimo 9 gennaio. Gli "attriti" tra l'ex-primo cittadino e Martino Vincenti, compaesano sarebbero spuntati tra il 5 dicembre del 2006 e il 16 febbraio 2007 per faccende legate a presunte forzature adottate del sindaco sulla normativa in materia edilizia (esclusiva competenza del dirigente dell'Ufficio Tecnico).

Secondo le indagini coordinate dal sostituto procuratore Donatina Buffelli, l'ex-sindaco,a llora alla guida della comunità di Specchia, avrebbe adottato un provvedimento "sua sponte" con cui sospendeva con effetto immediato il permesso di costruire rilasciato dall'Ufficio Tecnico che, in assoluta conformità con quanto previsto negli strumenti urbanistici, autorizzava Martino Vincenti a modificare una finestra esistente al primo piano di un'abitazione del centro storico in porta finestra con balcone sporgente.

Per la Procura, il primo cittadino avrebbe disposto che "l'ufficio tecnico attivasse le procedure necessarie per l'inizio dei lavori in conformità ai nuovi elaborati di processo", nuovi elaborati che prevedevano delle modifiche sostanziali rispetto ai progetti regolarmente approvati e che, approntati dal tecnico di fiducia di Vincenti, allo scopo di cercare un punto d'incontro con l'amministrazione, erano stati protocollati e sottoscritti da lui stesso all'insaputa di Vincenti; tutto questo, nonostante i tre tecnici dell'ufficio tecnico e i tecnici progettisti del piano particolareggiato del centro storico avessero confermato la regolarità del permesso di costruire rilasciato in origine. Antonio Lia è difeso dagli avvocati Luigi Piccinni e Cesare Lia.

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L'episodio risale al 2004, e prende in considerazione la chiusura del centro scommesse "Stanley Beyt" in viale Marche, a Lecce e l'annesso sequestro delle attrezzature. Un fatto di cronaca che destò particolare scalpore. Per quel provvedimento penale, Angelo e Antonio Pellegrino, padre e figlio di 60 e 32 anni sono comparsi in un'aula di Tribunale per esercizio di gioco d'azzardo favorendo il gioco d'azzardo (artt. 718-719 c.p.). I giudici hanno applicato il proscioglimento per entrambi perché non c'è stato merito. Padre e figlio erano difesi dagli avvocati Giancarlo Dei Lazzaretti e Alessandra Costantini.

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