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Abuso d'ufficio? Prosciolto da ogni accusa l'ex sindaco Luciano Cariddi

L'ex primo cittadino accusato di non essersi astenuto da votazioni per un progetto di consolidamento del costone andato al fratello

OTRANTO – Si è chiusa con un proscioglimento la vicenda giudiziaria che vedeva imputato, per abuso d’ufficio, l’ex sindaco di Otranto, Luciano Cariddi. Il gup Stefano Sernia ha disposto, al termine dell’udienza preliminare, il non luogo a procedere per Cariddi nell’ambito dell’inchiesta sui presunti illeciti legati alla procedura amministrativa per il progetto di consolidamento del costone Madonna dell’Altomare. Per il giudice, dunque, non si è reso necessario un processo come chiesto dalla Procura di Lecce.

In seguito all’approvazione del progetto definitivo, l’incarico per la progettazione esecutiva di interventi che riguardavano anche la zona Punta, per un valore complessivo di poco meno di due milioni di euro, è andato a un gruppo di progettisti formato dall’ingegnere Vincenzo Cotecchia, dall’ingegnere Antonio Minosi dall’architetto Piergiorgio Semerano e all’ingegnere Pierpaolo Cariddi. Ovvero, quest’ultimo, il fratello dell’ex sindaco e colui che ha preso il suo posto a Palazzo Melorio.

Le indagini furono avviate, a suo tempo, dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce. I militari contestarono a Luciano Cariddi di non essersi astenuto da alcune votazioni del Consiglio e della Giunta comunale in casi in cui si stavano valutando questioni riguardanti suoi congiunti. Appunto, i succitati lavori di consolidamento. Un vero e proprio conflitto d’interesse, insomma. In realtà, come evidenziato dal legale di Cariddi, l’avvocato Mauro Finocchito, si trattava di un iter progettuale iniziato con l’amministrazione del sindaco Luca Bruni che lo aveva preceduto.

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