Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

Abuso d’ufficio, assolto l’ex presidente dell’Ordine dei medici di Lecce

Non ci fu ostruzionismo nella vicenda che vedeva sott’accusa Luigi Pepe per aver negato la cancellazione dall’Albo al collega Mauro Minelli. Per i giudici: “Il fatto non sussiste”

LECCE - Era accusato di abuso d’ufficio, per aver promosso un procedimento disciplinare nei riguardi di Mauro Minelli, ex responsabile dal Centro Imid di Campi Salentina, annullando così la sua iscrizione nell’albo dell’Ordine dei medici di Potenza ottenuta nel luglio del 2014. Ma per la seconda sezione penale del tribunale di Lecce, presieduta dal giudice Pietro Baffa, il “fatto non sussiste”.

Si è concluso così con una sentenza di assoluzione il processo nei riguardi dell’ex presidente dell’Ordine dei medici di Lecce Luigi Pepe, finito al banco degli imputati con Amedeo Bianco, 71enne di Torino, e Roberta Chersevani, 72enne originaria di Trieste, nei ruoli di presidenti che si sono succeduti nel tempo nella Federazione nazionale ordine dei medici chirurghi e odontoiatri. Anche nei loro riguardi, il verdetto è stato di assoluzione con formula piena.

Secondo l’inchiesta, condotta dal pubblico ministero Paola Guglielmi, la commissione di disciplina presso l’Ordine dei medici di Lecce, ignorando la rinuncia di Minelli, avrebbe aperto un procedimento nei riguardi di quest'ultimo, formulando a carico addebiti mai prima di quel momento comunicati. E, sempre secondo l’accusa, Pepe lo avrebbe fatto con l’obiettivo di assicurarsi l’impunità disciplinare in merito a condotte vessatorie nei riguardi del collega sulle quali avrebbe dovuto pronunciarsi la Federazione.

Le motivazioni della sentenza non sono ancora note, ma con ogni buona probabilità, a incidere nella decisione dei giudici è stata la documentazione depositata nel processo dalla difesa dell’ex presidente, rappresentata dagli avvocati Luigi Covella e Vanessa Pepe. In particolare, i legali hanno fatto leva su un principio generale che riguarda tutti gli Ordini professionali, secondo il quale gli iscritti sottoposti a procedimento disciplinare non possono migrare presso un altro Ordine perché altrimenti si sottrarrebbero al loro giudice naturale.

Bianco e Chersevani erano assistiti dagli avvocati Raffaele Fatano e Roberto Longhin.

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