Cronaca

Accelerata nel processo alla polizia stradale, ascoltati alcuni degli imputati

Dopo il rigetto della richiesta di stralcio avanzata dalla Procura, il processo entra nel vivo a distanza di oltre sette anni

LECCE – Entra nel vivo, a distanza di oltre sette anni dall’inizio, il processo nei confronti dei quattordici agenti della polizia stradale accusati di concussione per aver omesso di controllare gli autotrasportatori in transito ricevendo in cambio denaro e regali. Dopo la rinuncia da parte dell’accusa ad alcuni dei testi, è iniziato l’ascolto degli imputati. Una procedura finalizzata a scongiurare il rischio di prescrizione, dopo che i giudici della prima sezione hanno rigettato la richiesta di stralcio avanzata dalla Procura.

Sedici in tutto i poliziotti che il 13 maggio del 2009 furono arrestati con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla concussione per aver omesso di controllare i veicoli di alcune imprese locali in cambio di denaro o di altri tipi di benefici. Due erano le modalità di azione con cui si sarebbe concretizzato il presunto malcostume: i "giri", ossia le visite che facevano generalmente in gruppi di due o tre presso le aziende per ricevere i regali, consistiti in denaro, generi alimentari o buoni benzina.

Un'altra modalità di guadagno sarebbe consistita nel fare gli "articoli": i poliziotti agivano su iniziativa individuale avanzando le medesime richieste ai danni di ignari autotrasportatori fermati occasionalmente sulle strade. Una situazione che si trascinava da tempo, da circa 20 anni, scoperta grazie all'intervento di un agente onesto il quale, stanco della condotta dei colleghi, ha sottratto ad uno di loro un foglio dove erano elencate le ditte concusse e lo ha trasmesso alla Procura. Nella lista, compaiono i nomi di circa un centinaio di imprese locali, con le quali grazie alle intercettazioni è emerso un collegamento stabile con i pattugliatori.

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