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La Rsa a Soleto.

La Rsa a Soleto.

Accesso agli atti relativi alla Rsa "La Fontanella": ricorso accolto in parte

Asl aveva opposto il diniego all'associazione Codici che in tutta Italia si occupa di verificare la gestione della pandemia nelle strutture per anziani

LECCE - La Seconda Sezione del Tar di Lecce ha accolto parzialmente il ricorso dell’associazione Codici nei confronti del diniego opposto da Asl per l’accesso agli atti relativi alle direttive per la cura e la prevenzione della Sars-Cov-2 e alle comunicazioni intercorse con la Rsa “La Fontanella”.

Nella struttura, che ha sede a Soleto, nel corso della prima ondata di epidemia sono stati registrati 75 casi, quasi tutti di anziani ospiti, e oltre venti decessi. Non è stato certo un episodio isolato in Italia e per questo l’associazione ha intrapreso una serie di iniziative dello stesso tipo e, dove necessario, di contenziosi amministrativi.

Il collegio leccese ha del resto aderito a quanto già stabilito dal Tar Piemonte nel 2020: da una parte l’accesso è garantito per documenti amministrativi esistenti al momento della richiesta e già detenuti alla stessa data, dall’altra la pubblica amministrazione non è tenuta a elaborare dati in suo possesso per soddisfare la richiesta.

Nel caso specifico, per il presidente estensore Roberto Michele Primiceri, “l’azienda resistente dichiara di non detenere sotto alcuna forma i documenti elencati ai numeri 2-3-4-5-6 trattandosi di documenti organizzativi interni o gestionali della Rsa. Né l’azienda sanitaria è tenuta ad elaborare siffatte informazioni estrapolandole da eventuali verbali ispettivi periodici. Conseguentemente, il ricorso non può trovare accoglimento relativamente a queste classi di documenti”.

Fatta questa premessa, la sentenza prosegue: “L’ostensione deve, invece, essere accordata con riferimento ai documenti amministrativi materialmente detenuti dall’azienda sanitaria aventi ad oggetto i protocolli e le direttive per la prevenzione e per la cura delle infezioni da virus Covid-19, da intendersi nel senso più lato, inclusive, dunque, anche delle diramazioni delle disposizioni assunte dalle autorità sanitarie nazionali e regionali, essendo di palmare evidenza l’interesse diretto, concreto e attuale dei ricorrenti, sia della persona fisica, sia dell’associazione, ad aver contezza del complesso delle determinazioni assunte o comunque indirizzate nel corso dell’emergenza epidemiologica nei confronti della Rsa in parola alla luce del preoccupante tasso di decessi ivi verificatosi tra gli anziani ospiti e nella dichiarata prospettiva di esercizio di ogni azione ammessa dall’ordinamento a tutela della salute”.

Soddisfatto per l’esito il segretario nazionale di Codici, Ivano Giacomelli: “Da Nord a Sud, sono tanti i casi che stiamo seguendo e sui quali forniamo assistenza legale ai familiari. Quella della strage nelle Rsa è una delle pagine più dolorose e drammatiche della pandemia e non può essere archiviata come un incidente di percorso. I parenti delle vittime hanno il diritto di sapere cosa è stato fatto e cosa no, se qualcuno ha sbagliato o se alcuni protocolli non sono stati rispettati, e noi saremo al loro fianco per ottenere risposte doverose”.

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