Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Accoltellamento di Squinzano, tornano in libertà Marino Manca e Luca Greco

Non ci sono indizi sufficienti per stabilire se sia stato Manca ad aggredire Greco: è molto più attendibile la pista che conduce ad altre due persone e che loro stessi fossero le vittime designate di un vero e proprio agguato

 

LECCE – Marino Manca e Luca Greco, 40enni, entrambi di Squinzano, questa mattina sono tornati in libertà. Manca è l’uomo che, fino a oggi, era stato accusato di aver accoltellato Greco il pomeriggio di sabato 8 settembre, nell’abitazione di contrada Carli, fra Squinzano e Trepuzzi, ma non ci sono sufficienti indizi, a tal proposito, e la sua scarcerazione era ormai nell’aria già da qualche giorno.

Greco, a sua volta, nelle ore successive al suo grave ferimento, era stato arrestato per il possesso di 40 grammi di cocaina, droga trovata durante la perquisizione nella villa. Ma, anche in questo caso, non vi sono certezze che la sostanza stupefacente possa essere sua, così come di Manca. E dato che, nell’evoluzione che ha assunto la vicenda nelle ultime ore, prende sempre più corpo l’ipotesi che entrambi siano stati aggrediti da altre due persone, non si può escludere che la droga possa essere stata introdotta proprio da uno di questi. Tant’è. Il pubblico ministero Giuseppe Capoccia ha richiesto la scarcerazione per entrambi, avvenuta con decreto emesso dal gip Annalisa De Benedictis.

Marino Manca, nel corso del suo interrogatorio di garanzia, aveva già sottolineato di essere amico della famiglia Greco (in particolare del fratello della vittima, Marco), ed aveva attribuito l’aggressione a due persone, non meglio identificate. Più dettagliato è stato proprio Luca Greco, confinato in un letto d’ospedale nel reparto di chirurgia toracica, dopo l’intervento a un polmone, che ha anche fatto il nome di uno dei presunti assalitori. L’avrebbe riconosciuto bene, essendo squinzanese, peraltro un personaggio a sua volta noto alle forze dell’ordine, per precedenti legati al mondo dello spaccio di stupefacenti.

Secondo Greco, questi aveva intenzione di uccidere Manca e probabilmente stessa sorte sarebbe toccata anche a lui.  E si sarebbe presentato davanti alla sua abitazione, con il pretesto di presentargli un amico, per l’acquisto di una moto. Greco non avrebbe avuto le chiavi della moto, che, sempre a suo dire, sarebbe stata nella disponibilità di Manca e di suo fratello Marco. Proprio per questo motivo, l’aggressore avrebbe telefonato a Manca, convocandolo sul posto. Ma, al suo arrivo, la situazione avrebbe assunto una piega inattesa. L’uomo avrebbe estratto una pistola, cercando invano di colpire Manca. Invano, perché l’arma si sarebbe inceppata, permettendo a questi di fuggire.

Più sfortunato sarebbe stato Greco, intrappolato in casa e impossibilitato a fuggire: dato che la pistola si sarebbe inceppata anche una volta puntata contro di lui, sarebbe stato aggredito con un coltello, estratto da un borsello, da cui – sempre stando al racconto fornito agli inquirenti – sarebbe caduta anche la droga. Ora, il pregiudicato di Squinzano, che è stato identificato, e l’amico, di cui si conoscerebbe solo il nome di battesimo, sono indagati dalla Procura.

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