Follia a Santa Rosa. Dopo aver aggredito un afgano nel pomeriggio, accoltella il padre

Un 28enne, già arrestato per minacce al genitore, è stato fermato alle 21,30 dalla polizia. Ha sferrato una coltellata al 65enne, colpendolo alla mano. Nel pomeriggio, durante uno scambio di battute, ha mandato in ospedale un cittadino straniero, che ha riportato un trauma cranico

Il condominio in cui è avvenuto l'accoltellamento

LECCE - E’ quel vortice di rabbia cieca che, in un frangente, travolge tutto. Anche gli affetti. E’ andata così al civico uno di via Ofanto, la “medina” pulsante del quartiere popolare, e maggiormente popoloso, di Santa Rosa. Un 28enne, Diego Caterina Krasjimik, di origini slovene, si è infatti scagliato contro il proprio padre, di 65 anni, utilizzando un coltello da cucina , poi rinvenuto nello stesso appartamento, posto in un piano rialzato di un condominio di soli tre piani.

Caterina Krasjimik sarebbe il presunto autore di un’aggressione in cui, proprio nel corso del pomeriggio, è rimasto ferito, a causa di colpi inferti con un oggetto contundente, un individuo di nazionalità afgana che si aggirava, assieme ad altri connazionali, nella villa comunale, prima che scoppiasse una rissa sotto gli occhi dei bambini.

Il pensionato, minacciato di decapitazione e morte, che ha tentato di difendersi con un braccio, per evitare che il fendente lo raggiungesse al volto, è stato ferito alla mano, alla presenza della moglie e madre del suo aggressore, da un taglio piuttosto profondo che gli è costata una corsa presso l’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce mentre, sul luogo, è accorsa una volante della polizia, assieme al personale della scientifica per i rilievi interni ed esterni all’appartamento.

All’arrivo dei poliziotti, la scena era inquietante e concitata: il ragazzo, con i vestiti intrisi di sangue,  aveva mandato in frantumi, con un pugno, il vetro del portone del palazzo, poiché il padre, per sfuggire all’inseguimento precedente all’aggressione, aveva cercato di chiudersi all’interno dell’atrio, sperando di entrare in casa, al riparo dalle minacce del figlio. E, invece, quest’ultimo è riuscito comunque a raggiungere il genitore, sferrandogli la coltellata che ha raggiunto l'arto, provoncandogli quella ferita, poi giudicata guaribile in circa dieci giorni.

Tutto questo sotto gli occhi degli agenti, che si sono trovati nel bel mezzo dell'aggressione. Due di loro hanno anche rimediato alcune escoriazioni, fortunatamente lievi, dovute ad una brave colluttazione avvenuta con il ragazzo. II 28enne, infatti, resistendo con violenza ai poliziotti che cercavano di stringergli le manette ai polsi, li ha strattonati, facendoli persino cadere sull’asfalto, nei pressi dello stabile.

Caterina Krasimik è stato immediatamente accompagnato presso gli uffici della questura leccese. Durante il tragitto, il 28enne ha continuato a dare testate al vetro dell'auto, in preda ad un forte stato di agitazione. Ha inveito contro gli agenti, tanto da rendere necessario l'intervento del 118, del quale ha rifiutato le cure. E' stato dichiarato in arresto per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali gravi, danneggiamento, porto di arma impropria e minacce, reistsenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Il giovane, già noto alle forze dell’ordine per precedenti simili, era già stato fermato, praticamente un anno addietro, perché aveva minacciato sempre il genitore, chiedendogli il pin del Bancoposta per poter attingere i contanti da investire in sostanze stupefacenti. Anche in quella occasione, ha utilizzato un’arma simile, che gli fu rinvenuta durante quella perquisizione che già presagiva una tragedia.

                                                                                       

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