Accoltellò la fidanzata per gelosia, chiesti 700mila euro di danni

Oggi la costituzione di parte civile della vittima e della fidanzata. Furono sette i fendenti di Giorgio Vitali, 30enne di Gagliano del Capo

LECCE  – Settecentomila euro. A tanto ammonta la richiesta di danni avanzata dalla ex fidanzata e dai genitori di lei, a carico di Giorgio Vitali, il 30enne di Gagliano del Capo, arrestato nei mesi scorsi per tentato omicidio. Colto da un raptus di gelosia, nella tarda serata del 2 settembre 2018, aveva ferito la 26enne con un coltello, cogliendola di sorpresa, alle spalle.  

Questa mattina, davanti al gup Carlo Cazzella, s’è svolta l’udienza scaturita dalla disposizione di giudizio immediato, durante la quale è avvenuta la costituzione di parte civile con gli avvocati Carlo Chiuri, Luciano Urso e Luciano De Francesco. E’ di 500mila euro la richiesta risarcitoria della giovane, mentre di 100mila a testa quella dei genitori. Vi è stato poi il rinvio per la discussione al 27 marzo, dopo richiesta di rito abbreviato avanzata dai difensori di Vitali, gli avvocati Paolo Pepe e Federico Martella.  

Vitali ea stato fermato poco dopo i fatti, in seguito a una telefonata del 118 ai carabinieri per avvisarli di quanto avvenuto a casa di parenti della ragazza, a Morciano di Leuca. Motivi di gelosia, come detto, alla base dell’accoltellamento. La 27enne era stata trovata dai soccorritori quasi priva di sensi nel bagno a causa di ben sette fendenti subiti. Dopo aver ferito la ragazza con un coltello da cucia, Vitali si era allontanato, pur chiamando i soccorsi.

VITALI GIORGIO-2-2-2Una volta rintracciato dai carabinieri, era crollato dopo un primo tentativo di sviare le indagini, finendo per confessare il tentativo di omicidio e fornendo anche indicazioni anche per il ritrovamento del coltello. E non è tutto. La storia ha avuto anche un altro risvolto. Finito inizialmente in carcere e ottenuti poco dopo i domiciliari, poiché incensurato e pentito, e ritenendo il giudice che non vi fossero pericolo di fuga e di reiterazione del reato, Vitali era stato tuttavia nuovamente arrestato per aver violato le disposizioni riguardanti la detenzione.

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Non resistendo, infatti, da casa aveva tentato più volte di telefonare sia alla sua ex, che pure non avrebbe potuto rispondere, perché in quel momento in Rianimazione, sia a due amiche. Probabilmente un tentativo di scusarsi e di sincerarsi sulle condizioni della vittima, che, però, gli si era inevitabilmente ritorto contro. Segnalati i fatti ai carabinieri, a breve era arrivato il secondo arresto.

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