Cronaca Galatina

Accusata di aver raggirato anziani da soli in casa: 43enne torna al banco degli imputati

Si aprirà il 9 febbraio il processo con rito abbreviato, nel quale Sonia Mighali di Galatina è accusata di aver truffato tre concittadini per appropriarsi di piccole somme di denaro. In passato, era già stata coinvolta in vicende simili

GALATINA - Torna al banco degli imputati con la solita accusa, quella di aver raggirato anziani, approfittando del fatto che fossero soli in casa, per impossessarsi dei loro soldi. Truffa aggravata e furto con strappo, sono i reati dei quali dovrà rispondere Sonia Mighali, 43 anni, di Galatina, nel processo fissato per il prossimo 9 febbraio dinanzi alla giudice Simona Panzera che oggi, al termine dell’udienza preliminare, ha accolto l’istanza di giudizio abbreviato avanzata dall’avvocato difensore Carlo Gervasi.

Nel luglio del 2020, la 43enne aveva rimediato (sempre in abbreviato) una condanna a due anni e due mesi, più la multa di 400 euro, perché ritenuta responsabile di aver derubato un anziano al quale avrebbe mostrato disponibilità sessuale.

Stavolta al vaglio della giudice, ci saranno tre episodi analoghi avvenuti lo scorso anno: il primo risale al 28 novembre, quando Mighali si sarebbe presentata alla porta di un uomo di 90 anni, fingendo di essere un’amica della figlia; entrata in casa, avrebbe chiesto in prestito dieci euro, ma il malcapitato non avrebbe fatto in tempo ad aprire il portafogli per consegnarle i soldi che lei gli avrebbe sfilato dalla mano una banconota di venti euro.

Nel secondo episodio, avvenuto l’11 dicembre, la donna, spacciandosi per la dipendente di un bar vicino avrebbe chiesto aiuto a una 76enne, sostenendo di aver bisogno di una tanica per acquistare carburante perché aveva l’auto in panne; varcata la soglia, avrebbe chiesto soldi e anche in questo caso, dopo aver ricevuto una prima somma, di venti euro, avrebbe strappato dalle mani della vittima altre dieci euro.

L’ultima vicenda, il 17 dicembre: l’imputata avrebbe finto di essere la titolare di un piccolo negozio di alimentari della zona, riferendo a una donna di 74 anni, di aver bisogno di soldi per fare rifornimento perché doveva andare a prendere il figlio, impegnato in una recita in un istituto religioso. Inscenando questo copione, avrebbe convinto l’anziana a consegnarle venti euro, e poi su ulteriore sollecitazione, un’altra banconota da venti.

In tutte e tre le circostanze, Mighali avrebbe evaso i domiciliari, misura alla quale era sottoposta proprio nell’ambito del procedimento che si è concluso in primo grado con la sua condanna.

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