Accusati di aver abusato di una 14enne e di aver filmato lo stupro, il processo potrebbe “saltare”

Hanno chiesto la messa alla prova il fidanzato e un amico della vittima che due anni dopo si suicidò in una Comunità ad Andria dove era ospite per problemi di depressione

LECCE - Avrebbero abusato di una quattordicenne approfittando del fatto che fosse ubriaca e dopo aver filmato il rapporto a tre, avrebbero diffuso il video. Sarebbe proprio a causa di questo episodio, avvenuto nel marzo del 2017, che la vittima si tolse la vita, due anni dopo, nella comunità di Andria, dove si trovava per problemi di depressione. Lo sostiene la famiglia che con la sua denuncia, sporta in seguito al suicidio, segnò l’apertura di un primo procedimento presso la Procura di Trani, finalizzato a chiarire eventuali negligenze da parte del personale della struttura di accoglienza, poiché la ragazza si sarebbe impiccata usando una cinghia e davanti alle telecamere di videosorveglianza.

Una seconda inchiesta, invece, condotta a Lecce dal pubblico ministero presso la Procura per i minorenni Imerio Tramis, si è interessata esclusivamente dei reati di pornografia minorile e violenza sessuale di gruppo, ed è quella che oggi è giunta all’udienza preliminare per discutere la richiesta di rinvio a giudizio nei riguardi del fidanzato della 16enne e di un amico (oggi ventenni).

Il processo potrebbe “saltare” se il giudice Aristodemo Ingusci accoglierà la richiesta di messa alla prova - quindi consentire agli imputati di ottenere la sospensione del procedimento e partecipare ad un programma rieducativo che, in caso di esito positivo, determinerà il proscioglimento per estinzione del reato - avanzata dai difensori Giuseppe Milli e Stefano De Francesco.

I genitori della ragazza sono assistiti dall’avvocato Massimo Bellini.

La decisione sarà comunicata alle parti il prossimo 25 gennaio.

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