Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca

Accusati di aver commerciato calzature rubate, tutti assolti gli imputati

Un'intera famiglia e i loro collaboratori erano finiti nei guai con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione

LECCE – Sono stati tutti assolti i cinque imputati coinvolti nell’operazione denominata “Easy Shoes”, condotta dai carabinieri di Fermo e del Nucleo investigativo di Ascoli Piceno, e trasferita per competenza territoriale alla Procura di Lecce. La sentenza di assoluzione è stata pronunciata dal gup Vincenzo Brancato al termine del giudizio abbreviato. Si tratta di Fernando ed Elena Russo, di 56 e 49 anni; Antonio Fuso, 58enne; Antonella Sanzico, 51enne; e Antonio Martina, 41enne di Lizzanello, accusato a vario titolo di associazione per delinquere e ricettazione. Per i due Russo, ritenuti presunti promotori dell’organizzazione (assistiti dal professor Francesco Vergine e dagli avvocati Gianluca Ciardo e Donato Sabetta), il pubblico ministero Roberta Licci ha chiesto rispettivamente 5 anni e quattro mesi e 3 anni e otto mesi. Tre anni la richiesta per gli altri imputati, assistiti dagli avvocati Gianluca Ciardo, Donato Sabetta, Michelangelo Gorgoni e Viola Messa. Il gup ha condiviso la tesi della difesa, che ha dimostrato l’estraneità degli imputati ai fatti contestati.  

L’inchiesta è nata da una serie di furti avvenuti nel distretto calzaturiero della provincia di Ascoli Piceno e, ha condotto gli investigatori verso il Salento, in particolare nella zona di Cutrofiano, comune in cui risiede la maggior parte degli indagati. In cinque erano stati arrestati a maggio del 2016 con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione. Si tratta di imprenditori e loro collaboratori noti nella zona di Cutrofiano proprio per l’attività nel commercio di scarpe. Secondo l’ipotesi accusatoria (caduta in abbreviato) avrebbero ricettato calzature di lusso provenienti da furti avvenuti in particolare nelle Marche e in un caso nella zona di Verona.

Ingenti i furti di scarpe subiti da ben sei calzaturifici marchigiani: Errebi e Brake di Sant’Elpidio, Gi.Ma Fashion Group e Rodolfo Zengarini di Montegranaro, Elisabet di Monte Urano. Tutti eventi ricollegabili, stando ai militari del Nucleo investigativo ascolano, e che avrebbero ricondotto sempre verso Cutrofiano. Qui la merce sarebbe stata ricettata, per essere rimessa in commercio in negozi e mercati locali e non.

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