Comandante accusato di aver “coperto” un’aggressione: chiesta l’archiviazione

Secondo il pm Guglielmi, il luogotenente a capo della stazione dei carabinieri di Trepuzzi Papadia, non ha commesso alcun reato. Le sue condotte avrebbero tutt’al più rilevanza in sede disciplinare

TREPUZZI - Era accusato di aver cercato di dissuadere due ragazzi dallo sporgere denuncia sull’aggressione subita in un bar e di aver aiutato il presunto responsabile ad eludere le investigazioni sul suo conto. Ma stando alle indagini condotte dal sostituto procuratore Paola Guglielmi, dalle condotte avute dal comandante della stazione dei carabinieri di Trepuzzi, il luogotenente Giovanni Papadia, 50enne originario di Surbo, non sono configurabili i reati di tentato abuso d’ufficio e favoreggiamento.

 “Il fatto non costituisce reato”, queste le conclusioni alle quali è giunto il magistrato (anche all’esito dell’interrogatorio del comandante e delle memorie depositate attraverso l’avvocato difensore Antonio Savoia), contenute nella richiesta di archiviazione al gip, al quale spetterà comunque l’ultima parola.

L’analisi fatta dal pubblico ministero è che dagli atti emergono negligenze, ma certamente colpose e di rilevanza disciplinare e non penale. I comportamenti ai quali si riferisce il pm è che il comandante avrebbe dovuto sentire l’indagato alla presenza di un difensore, mettersi subito alla ricerca del secondo responsabile dell’aggressione e contattare il magistrato di turno per informarlo su quanto accaduto.

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