Cronaca

Accusato di aver ucciso il socio in affari, condanna confermata in Cassazione

Trent'anni la pena definitiva per Antonio Zacheo, uno dei due autori dell'omicidio di Massimo Bianco, avvenuto nel 2012

LECCE – I giudici della Corte di Cassazione hanno confermato la condanna a trent’anni di reclusione per l’omicidio di Massimo Bianco, il 41enne ucciso nelle campagne di Martano il 29 giugno 2012. Processo che vede imputato Antonio Zacheo, 42enne. Per lo stesso omicidio è già stato condannato a 18 anni, con sentenza definitiva, Antonio Gabrieli, martanese di 54 anni, assistito dall’avvocato Alessandro Stomeo.

L’imputato era stato condannato a risarcire le parti civili: la moglie e i due figli della vittima (assistiti dall’avvocato Cosimo Rampino); la madre e la sorella, assistite dall’avvocato Giancarlo Dei Lazaretti.

Le indagini sono state condotte dai militari del nucleo investigativo dei carabinieri, guidato all’epoca dal capitano Biagio Marro, con la collaborazione dei colleghi della compagnia di Maglie. Quello di Bianco è un omicidio maturato, secondo l’ipotesi accusatoria, nell’ambito “di banali contrasti di natura personale ed economica”. Di Massimo Bianco – che nell’ottobre del 2010 era stato arrestato per usura ed estorsione aggravata ai danni di un imprenditore neretino – si erano perse le tracce il 27 giugno. Il giorno dopo la moglie ne aveva segnalato la scomparsa e nel primo pomeriggio di sabato 29, a circa mezzo chilometro dal monastero dei Cistercensi, ne fu rinvenuto il cadavere, semi-carbonizzato. L’autopsia condotta dal medico legale, Roberto Vaglio, ha poi confermato che il 41enne era stato ucciso con un solo colpo di pistola che aveva sfondato il cranio da destra verso sinistra e che non c’era stata alcuna precedente colluttazione.

I carabinieri hanno ascoltato più volte numerose persone cercando indizi e informazioni utili. In particolare, la Nissan di Gabrieli è finita sotto sequestro già nelle ore immediatamente successive al ritrovamento del cadavere. Gli inquirenti, infatti, ritengono sia stato lui, che di mestiere fa il camionista, ad accompagnare Bianco sul luogo di un presunto appuntamento. Lo avrebbe fatto, del resto, proprio con la complicità di Zacheo, che di Bianco era socio in una ditta dedita al commercio di materiale edile per la quale lavorava Gabrieli. Nei quattro interrogatori subiti il 53enne ha sempre negato di aver avuto rapporti di alcun tipo con Bianco e ha spiegato di aver trascorso con i due soci una parte della mattinata fino al momento del presunto appuntamento.

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