Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Accusato di usura, rischiava 4 anni di reclusione: assolto un 46enne

Arriva la sentenza nel processo che vedeva imputato Fabio Persano per alcuni prestiti concessi a un imprenditore. Per i giudici: “Il fatto non sussiste”

LECCE - Era finito al banco degli imputati con l’accusa di aver concesso prestiti a tassi usurai a un imprenditore in difficoltà economiche. Ma l’accusa non ha retto nel processo che si è chiuso con un’assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste” nei riguardi di Fabio Persano, 46enne residente a San Donato.

A emettere il verdetto sono stati i giudici della seconda sezione penale, ai quali la pubblica accusa aveva chiesto una condanna a 4 anni di reclusione. Tra gli episodi contestati nella inchiesta condotta dal pm Francesca Miglietta, c’è quello di un prestito per oltre 24mila euro erogato il 25 giugno del 2012 (per consentire alla figlia dell’imprenditore di partecipare all’asta immobiliare e di aggiudicarsi l’abitazione familiare sottoposta a pignoramento), a fronte del quale l’imputato si sarebbe fatto consegnare due assegni, senza l’indicazione della data né del beneficiario (uno di 28mila euro, l’altro di 1.300) da riscuotere entro trenta giorni.

La difesa però, rappresentata dagli avvocati Luigi Corvaglia e Francesco Spagnolo, è riuscita a smontare il quadro accusatorio, puntando soprattutto sull’inattendibilità della presunta vittima.  

Ma resta aperta una partita molto più importante per Persano. Il suo nome è tra i 116 indagati nell’ambito dell’inchiesta “Twilight” nella quale è considerato uno dei personaggi principali di un’associazione mafiosa che avrebbe commesso una serie di delitti: estorsione, usura, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, sfruttamento della prostituzione, traffico di sostanze stupefacenti e truffe.

Questa è un’altra storia, però, di cui non resta che attendere gli sviluppi.

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