Giovedì, 23 Settembre 2021
Cronaca Gallipoli

Acque di mare "luminose"? Niente paura: è solo un'alga

Un curioso fenomeno si verifica da qualche tempo in zone di Gallipoli: una chiazza rossastra in mare che di notte diventa lumiscente. E' l'effetto di un naturale microrganismo, non nocivo per l'uomo

Lo scalo del Canneto. In fondo si può notare la chiazza rossastra.

Inquinamento? Ritorno della mucillagine? Fenomeni sovrannaturali? Macché: tutta sostanza naturale e per nulla nociva. Anche se, assillati magari dai legittimi timori dovuti all'emergenza ambientale che ha colpito anche il Salento, e con una coscienza che sembra svilupparsi sempre più, molti hanno temuto che il curioso "fenomeno" delle acque iridescenti di notte a Gallipoli, fosse dovuto a chissà quale sostanza chimica. E invece, la capitaneria di porto, avvisata da diversi cittadini, ha ricevuto l'esito delle analisi sui campioni di acqua di mare prelevati dai militari della guardia costiera sabato scorso, che consentono di affermare: tutto nella norma. Da qualche tempo è infatti presente una chiazza densa di sostanza organica di colore rossastro nello specchio acqueo del porto del Canneto, particolarmente concentrata nella zona della Riviera Diaz. Ebbene, avvisa la stessa capitaneria, dalle analisi è emerso che la colorazione assunta dall'acqua è originata dalla presenza di un particolare microrganismo identificato come "Noctiluca Scintillans", cioè "Luce scintillante della notte" che in questo periodo dell'anno fiorisce nelle acque del Mediterraneo. Un microorganismo, dunque, assolutamente non tossico per la salute umana.

L'aspetto più curioso di tale entità - spiega la stessa capitaneria di porto - è la sua bioluminescenza, cioè la capacità di convertire l'energia chimica in energia luminosa. Tanto che, quando calano le ombre, le acque antistanti la riviera Diaz assumono una singolare iridescenza di colore blu, chiaramente visibile ad occhio nudo. Per la guardia costiera, tuttavia, la segnalazione di fioriture algali di qualsiasi natura è sempre motivo di grande attenzione in quanto fra i propri compiti vi è quello del monitoraggio e della tutela dell'ambiente marino, ed in particolar modo dell'osservazione del fenomeno della mucillaggine, anch'esso causato da fioriture algali, come in questo caso, seppur in modo abnorme e massiccio. Si tratta di quei casi che immensi danni hanno provocato in passato al comparto del turismo e a quello della pesca.

Per tale motivo, la motovedetta Cp 406 "Scialoya", di 30 metri, è stata di recente allestita a eco-laboratorio galleggiante e dotata di sofisticate apparecchiature. Il fenomeno della mucillaggine viene quindi monitorato a livello nazionale mediante l'ispezione dei fondali, il controllo e l'analisi delle caratteristiche fisico-chimiche delle acque marine e lo studio delle correnti marine, che spesso vanno ad incidere sulle caratteristiche chimico-fisiche delle acque marine e di conseguenza sulla flora e sulla fauna. E' in questo modo che si possono fornire al ministero delle risorse Agricole e forestali quei dati che, analizzati per studiare l'effettiva ampiezza del fenomeno, fanno seguito all'assegnazione dei contributi ai pescatori danneggiati nel loro lavoro. L'ultimo è stato liquidato l'anno scorso a seguito del fenomeno mucillaggine che ha colpito dal gennaio ad aprile 2007 la marineria gallipolina.

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