Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca Melendugno

Acque rosse a Melendugno, scorrono nelle mani di periti

Il gip del Tribunale di Lecce Scardia ha disposto un incidente probatorio con una perizia chimico-ingegneristica per verificare se le acque presentino i requisiti di purezza chimica e batteriologica

La Procura vuole vederci chiaro sul presunto caso dell'acqua rossa che fuoriesce dai rubinetti a Melendugno e nei paesi limitrofi. Un'emergenza riaffiorata negli ultimi periodi e già segnalata da un servizio andata in onda sulla trasmissione "Striscia la notizia", oltre che in diversi servizi su LeccePrima. Il gip del Tribunale di Lecce, Vincenzo Scardia, ha disposto un incidente probatorio con una perizia chimico-ingegneristica per accertare se le acque erogate dalla rete idrica dell'Acquedotto Pugliese nelle abitazioni di Melendugno presentino tutti i requisiti di purezza chimica e batteriologica e appurare se le acque presentino tracce di contaminazione o ulteriori anomalie.

La Procura, nella circostanza in cui venissero riscontrate eventuali residui inquinanti, accenderà un faro sulla rete di distribuzione dell'acquedotto pugliese o alle opere di pertinenza delle abitazioni, come avrebbe affermato la società di distribuzione delle acque. Ulteriore passaggio comprendere quali effetti può provocare sulla salute dell'uomo l'assunzione prolungata delle acque. Il gip Vincenzo Scardia ha nominato due periti, l'ingegnere Valerio Milano e Giovanni Levita, ordinari dell'Università degli Studi di Pisa. La richiesta dell'incidente probatorio arriva sulla scorta delle indagini condotte dal pubblico ministero Maria Consolata Moschettini, che aveva richiesto ulteriori approfondimenti.


Sul registro degli indagati compaiono il sindaco di Melendugno Luigi Roberto Felline, Emilio Tarquinio, capocompartimento provinciale di Lecce dell'Acquedotto Pugliese, Roberto Carlà di Veglie e Giuseppe Valentini, residente nel capoluogo salentino, con le accuse di commercio di sostanze alimentari nocive, frode nelle pubbliche forniture, frode nell'esercizio del commercio, omissioni di atti d'ufficio.

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