Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Addetti alle pulizie delle scuole: “Urgente un tavolo tecnico in Prefettura”

Quattrocento lavoratori sono retribuiti a singhiozzo dall’azienda Intini e manca all’appello il mese di dicembre. Sit in e incontro con i sindacati in Prefettura: tavolo tecnico convocato a breve per far luce sulle responsabilità

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LECCE - I lavoratori addetti alla pulizia delle scuole in decine di plessi scolastici salentini, sono punto e daccapo. Da mesi l’azienda di Noci, Intini Source è in ritardo con i pagamenti e prosegue con la prassi degli acconti, anche al di sotto del 50 percento, per poi saldare l’itero importo di appena 800 euro.

Così 400 famiglie, già strozzate dalle rate dei mutui e relative more (le finanziarie, si sa, non perdonano) ora attendono l’intero stipendio di dicembre più tredicesima. Ed è di nuovo protesta, prima a Maglie, davanti l’ingresso dell’istituto magistrale “Aldo Moro”, poi in Prefettura a Lecce, a dimostrazione di come i sit in spontanei, organizzati nell’ultimo mese, siano serviti a poco. La tensione, invece, è cresciuta esponenzialmente “a causa del generale impoverimento che si registra nella provincia di Lecce che si traduce in una vita di stenti”, denuncia Antonella Perrone sindacalista Uiltucs Uil.

Il tempo trascorso non è neppure servito a chiarire la responsabilità dei ritardi: la filiera dei pagamenti parte dal ministero dell’Istruzione per arrivare al consorzio Miles, titolare dell’appalto e infine ad Intini. Ma se l’azienda di Noci dichiara di avanzare un credito pregresso di 11 milioni di euro (cui si sommano altri 4 milioni più recenti), il consorzio Miles continua a smentire e ribadisce, seccamente, che i conti sono in ordine.

Il vecchio trucco dello scaricabarile è indifferente alle sorti dei 400 ex Lsu “che stanno ricevendo lettere di ingiunzione al pagamento dalle finanziarie, segno che l’azienda non ha versato i soldi della cessione del quinto destinati ai pagamenti delle rate o dei bollettini”, spiega Domenica Amedeo di Filcams Cgil. Eppure le buste paga risulterebbero decurtate di quelle trattenute.

I ritardi si registrano anche sul pagamento dei fondi pensione, mentre gli acconti sugli stipendi impediscono ai lavoratori di procedere con i decreti ingiuntivi di pagamento. Se le vie legali sono interdette agli ex Lsu, diversa è la situazione dei delegati sindacali. Da aprile 2011 mancherebbero all’appello anche le trattenute sindacali: “Un’appropriazione indebita di denaro che verrà chiarita ricorrendo alla giustizia”, promette la referente Filcams.

Le due sigle sindacali hanno incontrato il capo di gabinetto della Prefettura di Lecce, Guido Aprea per esporre la situazione e sollecitare la convocazione di un tavolo tecnico che imponga al consorzio e all’azienda l’assunzione di impegni precisi. Così come “lo stesso ministero dovrebbe prendere atto di questa situazione particolarmente drammatica nel Salento – aggiunge Antonella Perrone – e che non dovrebbe verificarsi in un appalto blindato dalla garanzia ministeriale”.

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