Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Sciopero a oltranza in Aqp. Gli addetti alla lettura denunciano la violazione dei diritti

Un lavoratore Cgil presunta vittima di 'licenziamento mascherato', contratti precari in scadenza, mancata applicazione del Ccnl di categoria e rischio di riduzione del personale. Giancane Filctem: "Consapevoli del disagio per i cittadini, non abbiamo scelta"

LECCE – Sciopero ad oltranza proclamato da alcuni lavoratori dell’Acquedotto pugliese. Si fa critica, infatti, la condizione dei 44 addetti alla lettura dei contatori  che hanno deciso di rendere pubblica la presunta privazione di diritti cui verrebbero sottoposti sul luogo di lavoro, scegliendo l’arma della mobilitazione anche per solidarizzare con il rappresentante sindacale aziendale della Cgil, rimasto vittima di un presunto “licenziamento mascherato” nell’ambito della vertenza aperta contro la società Gest srl.

Siamo coscienti del disagio che verrà arrecato a tantissimi cittadini pugliesi, i quali, almeno per questo trimestre, rischiano di vedersi addebitati dei consumi calcolati in misura stimata, invece di quelli realmente effettuati - precisa il segretario provinciale della Filctem di Lecce, Franco Giancane - . Ma dopo gli innumerevoli sforzi, fatti alla ricerca di un accordo dignitoso, i lavoratori non possono continuare ad accettare di vivere sotto il ricatto della mancata conferma dei contratti in scadenza”.

I 44 addetti, assunti nell’intera regione mediante un contratto di somministrazione sottoscritto con la società Articolo 1 spa, sono impiegati nella rilevazione dei consumi idrici dei pugliesi per conto della Gest srl che è affidataria del servizio di letturazione di Aqp con la qualifica di “operatore d’alto forno”, che nulla avrebbe in comune con le mansioni realmente svolte.

Per questo risulta “inaccettabile”, per gli interessati e per il sindacato, che l’Acquedotto e la Regione Puglia, che ne è proprietaria unica, possano restare silenti di fronte alla “negazione” dei loro diritti. E la denuncia non finisce qui: i dipendenti lamentano anche la mancata applicazione del contratto collettivo nazionale previsto per il settore Gas-acqua: “Non godiamo di buoni pasto né di indennità per lo svolgimento dell’attività lavorativa al di fuori della sede aziendale”.

Anzi, addirittura, i lavoratori dovrebbero utilizzare la propria autovettura, senza ottenere neanche il rimborso della benzina.”Il tutto sotto la minaccia del mancato rinnovo del contratto – aggiunge Giancane - , resa ancor più terrificante dal licenziamento mascherato di uno dei lavoratori che aveva denunciato la situazione paradossale e dall’annuncio della volontà di ridurre ulteriormente il personale del 20 percento”.

Per queste ragioni i 44 lavoratori hanno iniziato uno sciopero che proseguirà senza sosta,  dilaniati dalla consapevolezza di privare le proprie famiglie dell’indispensabile remunerazione delle giornate di paga, ma convinti che non resti loro altro modo per “intercettare” le attenzioni del governo regionale. “Questo è un banco di prova per la credibilità dei nostri amministratori – spiega il sindacalista - : il presidente Vendola ha fatto della lotta al lavoro precario il proprio manifesto politico e non potrà accettare che un’azienda, controllata dalla Regione che egli stesso amministra, continui a non farsi garante del riconoscimento del diritto alla stabilità, alla serenità, alla capacità di disporre del proprio futuro e all’equo compenso di quei lavoratori che, in qualche misura, svolgono un servizio pubblico”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Sciopero a oltranza in Aqp. Gli addetti alla lettura denunciano la violazione dei diritti

LeccePrima è in caricamento