Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Addio ad Angelo Sodo, l'ex pretore che con le sentenze fece discutere l'Italia

Si è spento all'età di 87 anni Angelo Sodo, dopo una lunga vita trascorsa in magistratura. Storico pretore di Nardò e Alessano

LECCE – Si è spento all’età di 87 anni Angelo Sodo, dopo una lunga vita trascorsa in magistratura. Storico pretore di Lecce, Nardò e Alessano, magistrato di Cassazione con funzioni direttive superiori, Sodo ha incarnato e rappresentato per anni la figura per certi versi romantica del pretore, un giudice vicino alle aspettative e ai bisogni della gente, rappresentante di un ordinamento giudiziario assai diverso da quello attuale. Personaggio discusso e controverso, con le sue sentenze ha segnato e forse cambiato la storia di un intero territorio.

Nel 1993 fecce scalpore la condanna a un mese e 15 giorni nei confronti una giovane donna di Alessano, colpevole di aver schiaffeggiato violentemente il figlio Davide: “Se l'Italia discute la mia sentenza – commentò – c’è di che preoccuparsi per il destino dei bambini”. A far discutere non erano solo le condanne, ma le assoluzioni, come per una famiglia che aveva rubato da un campo privato ben sei quintali di olive, alcuni ladri di mandarini e un ragazzo arrestato per aver portato a casa una grande quantità di legname. Povera gente, spiegava lui, costretta a rubare per sopravvivere.

Innumerevoli i suoi provvedimenti in difesa del territorio e della costa, centinaia di sanzioni contro l’abusivismo edilizio sulla costa, sequestri di strade e spiagge, condanne per chi non aveva rispetto di un territorio troppo spesso violato dalla mano dell’uomo. Una volta, dinanzi a un procedimento per l’affidamento di due bimbe contese dai genitori, chiese a loro cosa fare. Ancora, fu chiamato a decidere sul caso di una donna accusata di omicidio colposo poiché, mentre scendeva da una scala pericolosa con il figlio di un anno e mezzo in braccio, il bambino cadde e perse la vita. La donna fu assolta e lui commentò che era stata la vita a infliggerle la punizione più grande. Con lui se ne va un pezzo di storia della magistratura e di un’intera regione.

Amante della poesia, padre di figli, condusse sulla prima emittente salentina, TeleLecceBarbano, fondata nel 1975 da Adriano Barbano, la trasmissione “Le leggi e il cittadino”.  

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