Adeguate ai pericoli le ordinanze dei sindaci: non ci sono feriti

Riunione in prefettura per una prima valutazione: non ci sono danni alle persone ma si raccomanda di evitare spostamenti non necessari fino al termine dell'allerta, prevista per le 20

La riunione in prefettura.

LECCE - Davanti agli effetti del forte maltempo che sta sferzando in queste ore la provincia di Lecce, la decisione da parte di molti sindaci di chiudere le scuole di ogni ordine e grado si è rivelata provvidenziale e proporzionata agli eventi.

Nella riunione di questa mattina in prefettura, in sede di Centro di coordinamento dei soccorsi, è stato appurato che non si sono registrati danni alle persone nonostante il “rilevante impatto sul territorio” a causa soprattutto dei venti di burrasca dai quadranti sud-orientali oltre che delle precipitazioni che in alcuni frangenti sono stati anche forti. Nel corso delle riunione si è fatta la ricognizione dei tanti ingombri stradali segnalati a causa della caduta di alberi, rami, segnaletica e per la presenza di oggetti divelti sulla carreggiata.

L’incontro, al quale hanno partecipato tutti gli attori coinvolti, tra cui vigili del fuoco, forze dell’ordine, i gestori della rete viaria e ferroviaria, e il coordinamento del volontariato della protezione civile, è servito anche per stabilire la priorità degli interventi sollecitati a livello locale. Fino alle 20 di questa sera, orario previsto per la fine dell’allerta meteo arancione, è ribadito l’invito a evitare spostamenti non necessari.

Scuole chiuse e ruolo dei social

Alle 20 di ieri sera erano una quarantina le ordinanze sindacali emanante per informare la popolazione della chiusura degli istituti in considerazione dell’allerta meteo che era stata emanata dal sistema di protezione civile. Altre si sono aggiunte successivamente fino coprire gran parte del territorio provinciale, con qualche eccezione afferente anche a centri di grandi dimensioni come Nardò, Casarano e Gallipoli.

Grazie ai canali istituzionali sui social network, ai profili privati di sindaci e amministratori e alla diffusione virale attraverso la condivisione delle comunicazioni, le famiglie sono state informate e oggi si sono potuti evitare i molti disagi e i potenziali rischi che invece ci sarebbero stati se si fosse messa in movimento la popolazione studentesca.

Rischio idrogelogico: un problema italiano

I meccanismi di prevenzione, agevolati dalla tecnologia, si rivelano dunque molto utili tanto più in un contesto in cui i fenomeni metereologici si stanno “radicalizzando” mettendo a nudo l’impreparazione in buona parte del Paese rispetto alla necessità di gestire rischi di dissesto idrogeologico. Molti fatti di cronaca, negli anni, hanno messo in evidenza questa debolezza strutturale.

Il contraltare è rappresentato dalla prontezza e dall’efficienza del sistema di pronto intervento e di protezione civile, ma la gestione della fase emergenziale è una cosa diversa dalla riduzione del rischio che si può ottenere solo con opportune politiche urbanistiche e di gestione del territorio. Bene hanno fatto, dunque, i sindaci a ordinare la chiusura delle scuole. Una scelta saggia e razionale in base al principio di precauzione e anche alla consapevolezza di doversi misurare con una fase nuova dove gli eventi una volta eccezionali stanno diventanto più ricorrenti.

Giusto un anno addietro più perturbazioni si abbatterono con violenza sulla provincia di Lecce, colpendo in particolare il basso Salento e la provincia di Lecce, con disagi, danni e crolli.

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