Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca

Affari illeciti con i “bonus facciata”, in tredici finiscono al banco degli imputati

Disposto il giudizio immediato per le persone coinvolte nell'inchiesta denominata "Easybonus", sfociata lo scorso febbraio nel blitz della Guardia di finanza e in un sequestro di quasi 4milioni di euro

LECCE - È stato disposto il decreto di giudizio immediato nell’ambito dell’inchiesta denominata “EasyBonus” su un’associazione che avrebbe fatto affari illeciti con i fondi dei “bonus facciata”.  L’atto porta la firma del gip Marcello Rizzo, e riguarda le persone, 13 in tutto (per molte altre si è proceduto separatamente), per le quali lo stesso giudice emise, su richiesta della sostituta procuratrice Simona Rizzo, una copiosa ordinanza di custodia cautelare, eseguita lo scorso 27 febbraio (qui, la notizia). 

Si tratta di: Andrea D’Ospina, 45enne residente a Racale; Massimo Giannelli, 51 anni di Racale; Alessio Greco, 28enne di Castrignano del Capo; Donato Lezzi, 41enne di Copertino; Giacinto Maffei, 52 anni di Solofra in Irpinia; Andrea Marotta, 48enne di Gallipoli; Marcello Giorgio Monsellato, 48enne di Presicce-Acquarica; Michele Romano, 55enne di Castrignano del Capo; Luigi Rossetti, 50enne di Melissano; Monica Sansò, 50enne di Racale; Celestino Andrea Scarlino, 38enne di Melissano; Michele Scognamiglio, 50enne di Napoli e domiciliato in Lituania; Antonio Talema, 25 anni, di Racale.

Tutti, il prossimo 7 ottobre, dovranno comparire dinanzi ai giudici della prima sezione penale del tribunale di Lecce, salvo che entro 15 giorni dalla notifica del provvedimento, non chiedano e ottengano di essere giudicati con riti speciali.

Associazione per delinquere, riciclaggio, autoriciclaggio e fraudolenta percezione di erogazioni pubbliche: questi i reati emersi attraverso le indagini svolte dai militari del Nucleo di Polizia economico finanziaria delle fiamme gialle di Lecce e dai colleghi del Nucleo speciale tutela entrate e frodi fiscali di Roma, a seguito di alcune segnalazioni da parte delle autorità lituane sul fiume di denaro sospetto che giungeva dal Salento.

Qui, il video dell’operazione

Ci sarebbe stato il consulente finanziario Monsellato, a capo dell’organizzazione che attraverso false attestazioni di avvenute realizzazioni di lavori di rifacimento di facciate su immobili traevano in inganno, prima, l’Agenzia delle Entrate, facendosi riconoscere un credito di imposta per quasi 15milioni di euro, e poi, Poste Italiane, al quale avrebbero ceduto questo credito inesistente.

Il denaro veniva poi trasferito su conti (italiani ed esteri) intestati ad altri, per poi tornare attraverso operazioni bancarie nella disponibilità di società riconducibili alla stessa associazione che lo “ripuliva” in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali, spesso intestate a prestanome. Tutto ciò sarebbe avvenuto con il contributo di un gruppo criminale impegnato in diversi Stati.

Easybonus-2

E' in tale contesto che sarebbero maturati gli episodi incendiari ai danni di Monsellato.

Per due volte, la sua abitazione fu data alle fiamme: la prima, nella notte tra il 25 e il 26 giugno del 2022, la seconda, nella notte, tra il 28 e il 29 giugno. Secondo l’accusa, l’obiettivo sarebbe stato quello di estorcere denaro al consulente, che in una circostanza (il 7 luglio di quello stesso anno) avrebbe consegnato 150mila euro, 5mila dei quali a Lezzi, individuato come uno tra i responsabili (gli altri al momento sono rimasti ignoti).

A difendere gli imputati, ci penseranno gli avvocati: Raffaele Benfatto, Giacinto Mastroleo, Francesco Fasano, Antonio Manco, Francesco Cazzato, Luigi Rella, Domenico Iommazzo, Alberico Villani, Alessandra Assunta Luchina, Elisa Cappello, Americo Barba, Giuseppe Fersini, Giancarlo Zompì, Silvio Caroli, Vincenzo Cozzolino e Sergio Cola.

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