Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Agente di penitenziaria aggredito. L'Osapp: "Situazione insostenibile"

Il fatto avvenuto ieri nel reparto C2 della casa circondariale di Borgo San Nicola. E' il quarto in pochi giorni nelle carceri di Puglia e Basilicata. Il sindacato torna a chiedere rinforzi per una situazione di forte disagio

 

LECCE – Un agente di polizia penitenziaria aggredito nel carcere di Lecce. La notizia è stata diramata con una nota dall’Osapp, l’Organizzazione sindacale autonoma della polizia penitenziaria, a firma del vicesegretario generale nazionale Domenico Mastrulli.

Il fatto sarebbe avvenuto ieri, nel reparto C2, anche se la notizia è trapelata soltanto oggi. Il sindacato, che ricorda come a Borgo San Nicola di Lecce vi siano “mille e 350 reclusi contro una capienza regolamentare di circa ottocento”, spiega che per l’ennesima volta “un appartenente ai baschi azzurri sarebbe stato prima insultato e poi aggredito, mentre prestava servizio”. Ad agire, “un detenuto del reparto dove sarebbero alloggiati almeno una settantina di reclusi”.

L’Osapp denuncia un organico, quello della penitenziaria, sottodimensionato rispetto alle esigenze e con difficili condizioni lavorative all’interno dei settori detentivi. Fatti evidenziati più volte, con missive “all’indirizzo dei vertici politici e del dipartimento”. Secondo le stime del sindacato in Puglia ci vorrebbero almeno 600 nuove unità. Intanto, il nuovo episodio si aggiunge a fatti simili, avvenuti di recente, ovvero “due aggressioni registratesi nel carcere di Matera sabato 22 settembre e una in quello di Potenza”. Quest’ultimo episodio è avvenuto ieri, dunque in contemporanea con il fatto della casa circondariale di Lecce. In tutti i casi, gli agenti sono stati costretti alle cure dei sanitari, per alcuni giorni di prognosi.

L’Osapp invita a “riflettere sul persistente sovraffollamento, a quota 4mila e 400 nelle carceri pugliesi e 500 in quelle lucane, come sui turni stressanti e massacranti che arrivano fino a dodici ed a volte anche a quindici ore continuative nei reparti detentivi, una situazione di invivibilità sotto l’aspetto igienico sanitario e di scarsa salubrità del posto di lavoro che condizionano la scarsa qualità della vita dei baschi azzurri”. 

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