Pagati da un anno e mezzo senza poter lavorare: timbrano e aspettano

Passati dalla Provincia alla Regione, quindici agenti di polizia provinciale attendono da un anno e mezzo di poter tornare a svolgere la loro attività

La sede destinata al personale di vigilanza ambientale.

LECCE – Non chiamateli furbetti del cartellino, perché hanno una voglia matta di lavorare. Incassano regolarmente uno stipendio di circa 1200 euro, è vero, ma sono vittime di una vicenda paradossale, seguita dal sindacato della funzione pubblica di Cgil.

Quindici agenti di polizia locale, trasferiti dall’organigramma della Provincia a quello della Regione, trascorrono ogni giorno dalle sei alle nove ore senza fare assolutamente nulla nella sede di viale Aldo Moro a Lecce e in quella di Tricase. Per anni hanno fatto controllo del territorio dal punto di vista ambientale – e quanto ce ne sarebbe bisogno -, oggi siedono davanti a un computer dopo aver timbrato il cartellino, ma da agosto del 2016 al marzo successivo non avevano nemmeno quello: a loro era stata destinata temporaneamente la sala conferenze.

Non possono lavorare perché, di fatto, non è stato ancora approvato un regolamento regionale che consenta loro di fare quello che sanno fare. È questa la condizione di 86 lavoratori in tutta la regione, alla quale nelle prossime settimane dovrebbe essere posto finalmente rimedio con l’avvio progressivo delle attività di polizia regionale.

All’interno di quell’immobile separato dal corpo principale trascorrono il tempo facendo forza l’uno con l’altro, eppure la frustrazione li mette a dura prova. Ed è un peso che spesso fa più male della notevole decurtazione che hanno subito nel passaggio da un ente all’altro: in media perdono ogni anno tra i seimila e gli ottomila euro perché sono stati inquadrati come amministrativi e privati del tesserino, dell’arma di ordinanza, della divisa.

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Il paradosso è ancora più evidente se si pensa che le loro competenze sono assolutamente necessarie in settori come il controllo ambientale del territorio nei quali c’è una cronica carenza di personale: potrebbero sostenere il lavoro dell’Agenzia regionale per l’ambiente, svolgere attività contro il bracconaggio, vigilare sullo sversamento dei rifiuti. 

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