Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Aggiudicazione lavori della 275, Consiglio di Stato risolve contenzioso

I giudici amministrativi bocciano il ricorso presentato dal gruppo Matarrese-Palumbo, nonostante la sospensiva del 20 luglio scorso: respinte le accuse poste in essere sulla inammissibilità della offerta della ditta aggiudicataria

LECCE - Sarà davvero giunta la parola fine sulla lunga contesa giuridica in seno all’aggiudicazione dei lavori della statale 275? È quello che tutti auspicano, alla luce della decisione della quarta sezione del Consiglio di Stato, che, nella seduta di ieri, ha emesso un’ordinanza di merito sullo stop dell’aggiudicazione dei lavori stradali della Maglie-Leuca del 20 luglio scorso, respingendo l’appello presentato dal gruppo Matarrese-Palumbo sull’affidamento dei lavori alla Uniland, difesa dagli avvocati Angelo Piazza ed Ernesto Sticchi Damiani.

Il 20 luglio, lo stesso tribunale aveva accolto la richiesta di sospensiva dell’aggiudicazione, facendo presagire un esito diverso, che, invece, è stato sconfessato nella sede di discussione. Nel ricorso d'appello, il gruppo Matarrese-Palumbo ha contestato l'ammissibilità dell'offerta della società aggiudicataria per un eccesso di ribasso corrispondente a circa il 50 per cento, pari ad oltre 100 milioni di euro e la mancanza dei requisiti soggettivi del raggruppamento.

Il Consiglio di Stato ritiene che il ricorso di primo grado sia verosimilmente inammissibile per due ordini di ragioni: “per l’infondatezza delle censure articolate” in ordine alla posizione della Claudio Salini Grandi Lavori S.p.a. (terza classificato nella procedura selettiva), “atteso che – sostengono i giudici - l’aver predisposto un’offerta tecnica senza tener conto delle modifiche apportate al progetto a base di gara (c.d. addendum) è circostanza che, se certamente suscettibile di incidere sulla valutazione tecnica ed economica dell’offerta medesima, non si comprende il perché dovrebbe comportare a monte l’esclusione del concorrente dalla procedura”.

La seconda ragione è per “la probabile fondatezza della doglianza articolata in via incidentale in ordine alla carenza della qualificazione relativa alle categorie scorporabili le quali, ancorché subappaltabili, erano espressamente definite dal bando ‘a qualificazione obbligatoria’”: in buona sostanza, prima ancora di ogni questione in ordine alla forma della dichiarazione di subappalto, si poneva un problema di dimostrazione del possesso della necessaria qualificazione ai fini dell’ammissione alla gara.

Per questo, il Consiglio di Stato (Gaetano Trotta – presidente, Raffaele Greco - consigliere estensore, Raffaele Potenza, Fulvio Rucco, Andrea Migliozzi  – consiglieri) ha respinto l’appello, ponendo la parola “fine” alla questione. Almeno è quello che si spera, visto che sul raddoppio della strada, le “interruzioni” sono all’ordine del giorno.

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