Cronaca

Aggressione a coppia di imprenditori, un pool di esperti per l'analisi del Dna

Fabio Margilio e sua moglie Alessandra Ruggeri, imprenditori attivi nelle case di riposo, furono pestati sotto casa. Il gup Carlo Cazzella ha nominato Vincenzo Agostini per nuovi esami sulla mascherina indossata da uno degli assalitori. Gli imputati hanno scelto il generale Luciano Garofano

@TM News/Infophoto

LECCE – Sarà un pool di esperti a valutare una delle prove principali del giudizio con il rito abbreviato per le tre persone coinvolte nell’inchiesta sull’aggressione compiuta, il 18 febbraio 2011, nei confronti di Fabio Margilio, e di sua moglie, Alessandra Ruggeri (imprenditori e soci di maggioranza di una società operante nel settore dei servizi socio-assistenziali).

Oggi il gup Carlo Cazzella ha nominato come perito il biologo e genetista forense Vincenzo Agostini, che eseguirà nuovi esami sulla mascherina indossata da uno degli assalitori e rinvenuta sul luogo dell’aggressione. In particolare l’analisi dei polimorfismi del Dna, dopo aver separato le diverse tracce biologiche presenti sul reperto, che potrebbero appartenere sia all’aggressore che alla vittima. Gli imputati hanno nominato come perito il generale Luciano Garofano (ex comandante dei Ris dei carabinieri), mentre la parti offese hanno nominato la biologa genetista forense Giacoma Mongelli. L’udienza è stata aggiornata al prossimo 25 novembre.

Nella scorsa udienza è avvenuto il riconoscimento formale di uno degli imputati, Giuseppe Calogiuri, 47 anni, presunto esecutore materiale dell’aggressione. L’uomo è stato riconosciuto dalla Ruggeri, nel corso di un cosiddetto confronto all’americana, come l’uomo che aveva perso la mascherina che indossava quella sera.

Gli altri due imputati sono Antonio Greco, 59 anni, considerato il mandante dell’aggressione; e Vincenzo Franco, 49 anni, cognato di Greco. I coniugi Margilio furono vittima di un’aggressione consumata con estrema ferocia e determinazione nei pressi della loro abitazione. Ad agire furono due persone che attesero, nascosti nell'oscurità, che marito e moglie tornassero nella propria abitazione: una villa isolata in via Maria Grazia Cutuli, una traversa di via Vecchia Frigole.

I due malviventi assalirono i coniugi con un bastone di ferro, ferendo gravemente alla testa l'uomo. La moglie, che assistette alla scena, con le sue urla attirò l'attenzione di due sue nipoti che stavano anch'esse rientrando in casa; così il secondo aggressore cercò di colpirla alla testa intimandole in dialetto leccese di stare zitta.

Poi i due fuggirono via, lasciando cadere per terra il bastone sporco di sangue e la mascherina con cui avevano coperto il viso. Fabio Margilio riportò un trauma cranico commotivo con vasta ferita lacerocontusa e traumi multipli guaribili in quaranta giorni; la donna, lesioni più lievi, con una prognosi di sette giorni. Gli inquirenti sono partiti dalla denuncia della coppia e dalle dichiarazioni delle nipoti, uniche testimoni dell'aggressione, per ricostruire l'accaduto e mettersi sulle tracce dei responsabili, iniziando a seguire una pista riconducibile all'attività lavorativa delle vittime, soci di maggioranza della società Ideass, che si occupa della gestione di alcune case di cura.

Una pista che ha condotto gli investigatori a scoprire che i due, negli ultimi tempi, avevano avuto dei contrasti con un altro loro socio, Antonio Greco, che aveva intrapreso per proprio conto un'attività analoga a quella svolta dalla Ideass, intestandola a propri familiari e che per questo era stato allontanato dalla società. 

Il cerchio si è stretto proprio attorno a Greco quando la donna ha riconosciuto in foto (seppur a distanza di mesi), uno dei suoi aggressori, un dipendente del cognato di Greco. Un tassello importante nelle indagini che ha portato gli inquirenti a ritenere, attraverso una serie di riscontri di carattere investigativi, l'ex socio dei coniugi Margilio il mandante dell'aggressione.

Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Silvio Verri, Luigi Rella, Luigi Covella e Gianni Gemma. I coniugi Margilio sono assistiti dall’avvocato Giuseppe Bonsegna.

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