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Aggressione e rapine ai danni di una prostituta: operaio condannato a 4 anni

E’ il verdetto emesso nei riguardi di un 34enne di Collepasso. Disposto un risarcimento di 10mila euro nei riguardi della donna che fu arrestata per aver preteso in modo illecito la restituzione dei suoi soldi

COLLEPASSO - E’ stato condannato a quattro anni di reclusione e 1.600 euro di multa, Stefano Marra, operaio 34enne di Collepasso, accusato di aver rapinato una giovane prostituta, una trentenne di origini bulgare domiciliata a Taviano, in due diverse occasioni e di averle provocato lesioni in entrambe le circostanze.

Alla fine, però, fu lei ad essere arrestata, insieme ad altri due connazionali, perché dopo aver denunciato questi episodi, in seguito a investigazioni personali, riuscì a risalire al responsabile che così sarebbe stato picchiato e ricattato. Di questa vicenda, la donna risponderà dal banco degli imputati con altre quattro persone nel processo che si aprirà il 30 giugno, ma ieri, è comparsa come parte civile (attraverso l’avvocato Raffaele Benfatto) in quello in cui era indicata come vittima, ottenendo un risarcimento di 10mila euro.

Due gli episodi, avvenuti in località Torre Pinta, a Galatina, finiti all’attenzione del giudice Marcello Rizzo che ha emesso il verdetto all’esito del giudizio abbreviato: il primo risale al 10 marzo del 2019, quando il 34enne, con la scusa di un rapporto sessuale, si sarebbe appartato con la malcapitata in un fabbricato abbandonato nei pressi del Kartodromo, e dopo averla aggredita fisicamente con uno schiaffo al volto, facendola cadere a terra, sarebbe riuscito a impossessarsi della sua borsa, dove erano custoditi la somma di 950 euro ed effetti personali, per poi dileguarsi con l’auto.

Il secondo, due mesi dopo, il 1° maggio: Marra si sarebbe avvicinato con la vettura alla donna che era seduta su una sedia sul ciglio della strada e, senza scendere dal mezzo, dopo aver abbassato il finestrino, l’avrebbe spintonata, facendola cadere anche in questa circostanza per terra, e riuscendo ancora una volta a strapparle la borsa con all’interno 500 euro.

In entrambi i casi la 30enne riportò ferite giudicate guaribili in cinque giorni.

Non appena saranno depositate le motivazioni della sentenza, entro novanta giorni, l’avvocato difensore Michele Bonsegna valuterà il ricorso in appello.

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