Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Agguato nel centro di Copertino, fermato il sospettato Vangeli

Giuseppe Nicola Vangeli, 41enne, è ritenuto l'uomo che il 28 agosto scorso ha esploso diverse pistolettate, ferendo gravemente il 32enne Luigi Margari. I carabinieri avevano sospettato subito di lui, era irreperibile fin da allora

 COPERTINO – Non si sa dove sia stato. Non si sa cos’abbia fatto, negli ultimi dieci giorni, e se abbia goduto di coperture. E le domande alle quali gli inquirenti cercano una risposta sono davvero tante. Ora, forse, molti tasselli saranno inseriti al posto giusto e il mosaico assumerà una forma. Perché nel primo pomeriggio di oggi, Giuseppe Nicola Vangeli, 41enne di Copertino, si è materializzato in caserma, accompagnato dai suoi avvocati, Laura Alemanno e Pantaleo Cannoletta.

Iscritto da diversi giorni nel registro degli indagati dal pubblico ministero Paola Guglielmi, il 41enne era irreperibile fin dal 28 agosto. Vangeli, personaggio già noto da tempo agli investigatori, è accusato di tentato omicidio. Ritenuto l’autore materiale dell’agguato che è costato il grave ferimento di un altro giovane copertinese, Luigi Margari, 32enne, anch’egli volto noto, ha preferito costituirsi nella tenenza della sua città, piuttosto che continuare a restare nell’ombra. Ma non è stato di molte parole. Ha riferito ai militari di essere a conoscenza del fatto che lo stessero cercando da giorni. Ed ha sostenuto di essere comunque estraneo al sanguinoso episodio. Poi, in silenzio, ha atteso le formalità e che una pattuglia lo conducesse a Borgo San Nicola. 

I carabinieri della compagnia di Gallipoli, da cui dipende la tenenza copertinese, in accordo con il pubblico ministero, l'hanno infatti condotto in carcere. Al momento Vangeli è in stato di fermo di polizia giudiziaria. Nelle prossime ore, dovrebbe essere emessa l'ordinanza di custodia cautelare. 
L’agguato è avvenuto poco dopo le 14 di venerdì 28 agosto in via Amendola, nei pressi di piazza Castello, nel pieno centro di Copertino. Quel giorno, il 32enne era giunto a bordo di una Smart, posteggiando davanti al bar “Road 46”. Nel giro di qualche minuto, l’animata discussione con un uomo, che gli inquirenti ritengono essere Vangeli, degenerata quando è spuntata dalle tasche una pistola a tamburo. Cinque i colpi esplosi. Alcuni hanno raggiunto Margari all’addome e al basso ventre. Costretto a ripararsi nella sua auto, era poi uscito poi dallo sportello del lato passeggero, per accasciarsi al suolo, privo di forze e in una pozza di sangue. Soccorso e condotto nell’ospedale “San Giuseppe da Copertino”, era stato sottoposto a un delicato intervento. Non è comunque mai stato in pericolo di vita.
Vangeli-3Nei giorni successivi, i militari del nucleo radiomobile di Gallipoli, della tenenza copertinese e del nucleo investigativo leccese, raccolti vari indizi, hanno iniziato a stringere il cerchio attorno al 41enne. Diversi gli elementi in mano agli investigatori, già a conoscenza di alcuni dissapori di carattere personale fra i due, che potrebbero essere all'origine dell'escalation violenta. 
Sembra che alcune videocamere di sicurezza di attività commerciali che sorgono in zona abbiano immortalato l'indagato nella fascia oraria in cui è avvenuta la sparatoria, anche se non ci sarebbero immagini dirette del ferimento. Non bastasse ciò, la sua “scomparsa” dalla città (o, comunque, l'impossibilità di rintracciarlo), rispetto ad altri pregiudicati, non ha fatto altro che alimentare il fuoco dei sospetti.    
Un dato è comunque certo: i due si conoscevano bene, e da diversi anni, perché nel 2003 erano stati indagati, insieme a un’altra decina di persone, nell’ambito dell’operazione “Cheval”, condotta dai carabinieri di Gallipoli e Lecce e che chiuse il cerchio su un presunto sodalizio criminale dedito a estorsioni, rapine e furti.
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