Cronaca Gallipoli

Albatros: disabili in volo nelle profondità del mare

L'associazione presieduta da Angela Pinto ripropone a Gallipoli corso di subacquea per chi è privo della vista. Sabato la consegna dei brevetti con la partecipazione dei ragazzi che hanno preso parte

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"Il subacqueo non vedente non è un disabile", una verità immensa come la profondità del mare. Lo ribadisce a chiare lettere Angela Pinto presidente dell'associazione Albatros che con il progetto "Paolo Pinto" è in questi giorni a Gallipoli per effettuare un corso di subacquea con la modernissima metodica di formazione all'immersione per chi è privo della vista. Un progetto di alta valenza sociale e vicino, molto vicino, a tutti coloro che sono più sfortunati di noi e che non possono godere delle meraviglie dei fondali marini. Un handicap che grazie alla nuova didattica e metodologia ideata e introdotta dall'istruttore subacqueo Manrico Volpi e dal suo staff, si riconduce quasi a livelli di normalità. Perchè il disabile è una persona "normale", se tutti ci impegniamo a considerarlo uno di noi. Anche per questo l'associazione di Angela Pinto lavora alacremente per migliorare e affinare i suoi interventi di sostegno e solidarietà sociale. Partendo, per così dire, dal suo habitat naturale: quello delle immersioni subacquee. Non a caso la didattica di "Albatros-Progetto Paolo Pinto Scuba blind International" per usare la dicitura completa, in questi ultimi anni è stata riconosciuta dalla Cmas, la Confederazione mondiale attività subacquee.

Ma quali le novità in temine di istruzione alle immersioni per i non vedenti? "La novità della metodologia consiste soprattutto in una rivoluzionaria filosofia di accompagnamento del non vedente" spiega Angela Pinto, "il quale attraverso un calibrato mix di rapporto con l'istruttore, psicomotricità in acqua, standard e supporti didattici dedicati, nonché finalità ambientali, gli conferisce un senso di reale autonomia, un equilibrio prestazionale, un'autoconsapevolezza e una conoscenza naturalistica senza precedenti". E ancora: "Gli obiettivi ultimi sono l'integrazione del sub cieco con tutti i subacquei e la possibilità di fargli eseguire le stesse identiche immersioni che fanno gli altri in qualsiasi luogo del mondo, in ogni situazione, con tutte le tecniche e le apparecchiature d'immersione conosciute, esplorando e 'osservando' al meglio gli habitat sommersi più vari, secondo livelli di sicurezza addirittura maggiori del consueto e rifuggendo al contempo sia da facili illusioni che da ogni senso di sfida fine a sé stessa. Infrangendo con ciò tutte quelle consuetudini rimaste colpevolmente ferme ai pur lodevoli ma superati pionierismi del passato e affermando che una nuova cultura della disabilità è oggi doverosa perfino in quei campi, come questo, in cui veniva ritenuta inutile, limitata o impossibile".

E proprio a tale impostazione gli attivisti dell'associazione Albatros intendono orientare non soltanto i non vedenti ma anche tutti quegli operatori didattici istruttori, aiuto-istruttori, dive-master, guide e accompagnatori che si sentano sensibilizzati alla materia e disponibili a veder progredire sorprendentemente l'intera propria professionalità. A conclusione del corso, sabato sera presso L'Hotel Eco resort le Sirenè a partire dalle 19, saranno consegnati i brevetti internazionali con la presenza del gruppo dei ragazzi non vedenti che hanno partecipato alle immersioni guidate.

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