La 78enne si difende: “Nessuna pantomima per saltare la fila al supermarket”

La vicenda, come si ricorderà, è avvenuta nei giorni scorsi ad Alessano. Ecco la ricostruzione svolta dal legale della donna

ALESSANO – Nessuna pantomima per saltare la fila e nessun  diniego d’ingresso al supermercato per un presunto (che appunto, non c’era) stato influenzale. La docente in pensione, 78enne, si difende e, tramite il proprio legale, l’avvocato Manuela Marzo, racconta un’altra versione sui fatti avvenuti il 4 aprile scorso. La vicenda, per chi non la conoscesse, riguarda un caso per il quale i carabinieri della stazione di Alessano hanno proceduto nei suoi confronti con una denuncia per procurato allarme (qui l’articolo).

Dunque, stando a questa ricostruzione, sabato scorso, intorno mezzogiorno, la signora, munita di guanti monouso e mascherina, si è recata presso il supermercato Sigma di Alessano, attendendo con pazienza il suo turno per rifornirsi di beni alimentari. Dato che quel giorno le condizioni meteo non erano le migliori, per non esporsi ad eventuali intemperie, spiega il legale, la donna ha atteso l’esaurimento della fila davanti a sé, composta da sei persone, seduta nella sua autovettura. Un modo per cautelare per se stessa e la salute pubblica.

Giunto il suo turno, spiega ancora l’avvocato, e solo dopo aver ricevuto cenno di permesso dal personale del supermercato, racconta, ha proceduto all’ingresso. In quel momento, un altro uomo, di cui la 78enne però non conosce l’identità (fra l’altro, aveva a sua volta mascherina, quindi non ben visibile in volto) l’avrebbe apostrofata in tono aggressivo, contestandole di non aver usato modalità corrette di tenuta della fila, che, però – spiega ancora il legale -, a quel punto, era esaurita.

La signora, a quel punto, avrebbe replicato, spiegando che il suo “tenere la fila in auto” era stato dettato dalla necessità di proteggersi dal forte vento di scirocco e dalla pioggerellina che cadeva. Ma l’uomo avrebbe continuato a inveire. “Ma lei lo sa che soffro di cervicale? Ma lei lo sa che mi potrei ammalare qui fuori al vento gelido e sotto la pioggia?”, avrebbe risposto a quel punto la docente. Una conversazione si sostiene che abbia assistito il personale del supermercato, che, però, secondo l’avvocato, potrebbe aver mal compreso il tenore delle frasi proferite, anche per via delle mascherine indossate da tutti i presenti.

La donna è quindi rimasta nel supermercato circa mezzora e, solo all’uscita, dice anche il legale, è stata informata che, da lì a poco, avrebbe ricevuto la visita a casa delle forze dell’ordine “perché lei, signora, non sta bene”. Dunque, stando a questa ricostruzione, non ci sarebbe stato un tentativo di saltare la coda, adducendo di avere la febbre.

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