Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Contatore alterato: denunciata coppia, per oltre un anno vive a sbafo dell'Enel

Moglie e marito, sulla sessantina, avrebbero effettuato un by-pass, riuscendo così per un anno e tre mesi, il periodo accertato finora, ad usufruire della corrente elettrica, senza versare un centesimo. La scoperta avvenuta casualmente ad opera dei carabinieri

ALEZIO – In tempi di crisi, di vicende simili, forse se ne sentiranno sempre di più. Perché laddove non arrivano le tasche, ci si mette l’ingegno umano. Come nel caso di una coppia di Alezio, che per ben un anno e tre mesi (il periodo accertato finora, ma si suppone che possa essere anche più esteso), è riuscita a farla in barba a tutti, Enel in primis, realizzando un impianto per rubare, tout court, la corrente elettrica. Dall’agosto del 2011 al novembre del 2012, secondo quanto scoperto dai carabinieri, si sarebbero riscaldati, avrebbero cucinato mangiare e, in generale, illuminato l’abitazione, senza spendere un solo centesimo. E per marito e moglie, rispettivamente P.G., 59enne, già noto alle forze dell’ordine, e C.A. 57enne, è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica.

Sono stati i carabinieri della stazione di Alezio a scoprire la vicenda, in modo peraltro piuttosto casuale. Sul calare dello scorso anno svolsero un controllo nello stabile in cui la coppia risiede, per un’altra vicenda, e un militare si accorse di un’anomalia nel contatore. Fatta la segnalazione in Procura, ora è arrivato il momento di saldare i conti, perché la coppia è formalmente finita sotto indagine con l’accusa di furto di energia aggravato e continuato in concorso.

I due, che sono in affitto presso l’abitazione nella quale risiedono, avevano dunque realizzato, alterando il contatore elettrico tramite by-pass, un impianto che li collegava direttamente alla rete Enel senza che l’energia consumata fosse fatturata. Sul posto è intervenuto personale Enel del compartimento di Maglie. I tecnici hanno dovuto accertare lo stato dei luoghi, rimettere in sicurezza l’impianto e verificare l’ammontare del danno.

Cioè, quando energia elettrica sia stata letteralmente rubata in tutto questo tempo. Il contatore “incriminato” è stato repertato dai carabinieri e messo  a disposizione dell’autorità giudiziaria, per ulteriori verifiche. Non si esclude che accertamenti più approfonditi riescano a far luce (è davvero il caso di dire) su un furto di corrente anche più lungo nel tempo.  

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