Cronaca

“Esplosivo a palazzo di giustizia”: da una cabina di Nardò il quarto falso allarme

Una telefonata anonima ha segnalato la presenza di una bomba in tribunale, questa mattina. Avvocati e giudici sono stati invitati ad abbandonare l'edifico di viale De Pietro, mentre gli artificieri dell'Arma hanno eseguito un sopralluogo senza trovare nulla

LECCE - E’ riaccaduto questa mattina. Un nuovo allarme bomba è stato lanciato nel Tribunale di Lecce, in via De Pietro. Una telefonata, giunta da una cabina di Nardò, ha annunciato: “Esplosivo al palazzo di giustizia”. E si è diffuso il panico.

Mentre avvocati e magistrati sono stati invitati a lasciare la struttura, sul posto sono intervenuti gli artificieri dell’Arma, assieme ai colleghi del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lecce, e degli agenti di polizia della sezione volanti.

Sul posto, tuttavia, non è stato rinvenuto alcun ordigno: si è trattato di un falso allarme, simile a quello avvenuto per due volte si seguito a fine ottobre, sempre nella sede di viale De Pietro, e una decina di giorni addietro nell’aula bunker del capoluogo salentino. Il 28 ottobre, in particolare, una telefonata giunta alla sede della redazione barese de La Gazzetta del Mezzogiorno, preannunciò dell’esplosivo nel tribunale leccese, scatenando il panico.

Alcune ore dopo, sempre quella mattina, forse a causa del fenomeno dell’emulazione, un’altra segnalazione indicò la presenza di una bomba anche all’interno del liceo scientifico “Banzi”. In entrambi i casa, si trattava di un pesante scherzo del quale gli investigatori non trovarono riscontro. Infine, un evento simile è anche accaduto il 21 novembre quando una chiamata anonima indicò sempre l’inquietante presenza di ordigni nell’aula bunker, agli agenti di polizia penitenziaria del carcere di Lecce.

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