Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Allenatore accusato di pedofilia, fissata l'udienza preliminare

Fissata l'udienza preliminare di Vincenzo Alfarano, il 54enne di Tricase accusato di violenza sessuale, induzione alla prostituzione e pornografia minorile. Rischia il processo, per omessa denuncia, anche un carabiniere

LECCE – E’ stata fissata per il prossimo 11 ottobre, dinanzi al gup Carlo Cazzella, l’udienza preliminare nei confronti di Vincenzo Alfarano, il 54enne di Tricase arrestato a ottobre scorso, su ordinanza di custodia cautelare, con l'accusa di violenza sessuale, induzione alla prostituzione e pornografia minorile, atti persecutori e molestie. A processo, per omessa denuncia, potrebbe finire anche un carabiniere di Tricase, che non avrebbe denunciato il 54enne. Alfarano è assistito dall'avvocato Tony Indino.

Le indagini sono iniziate poco prima dell'estate passata quando il genitore di un ragazzo minore si presentò in caserma denunciando ai militari di aver rinvenuto nel telefono cellulare del figlio un sms dal contenuto inequivocabilmente sessuale. L'utenza da cui era arrivato il messaggio era quella di Alfarano, conosciuto con il soprannome di "presidente", poiché rivestiva tale carica in una società sportiva che avviava alla pallamano ed al calcetto molti ragazzini di Tricase. Dai primi accertamenti svolti è emerso che, in effetti, l'uomo aveva inviato numerosi sms al minore il cui contenuto faceva esplicitamente riferimento a rapporti sessuali. L'inchiesta ha permesso di stabilire che messaggi dello stesso identico tenore li ricevevano altri tre minorenni di Tricase due dei quali fratelli. In tutti i messaggi, l'uomo faceva riferimento a rapporti sessuali già intercorsi ed invitava i minori ad ulteriori incontri. Spesso l'uomo avrebbe scattato foto ai ragazzini nudi e girato dei brevi filmati nei quali immortalava i propri "partner". VINCENZO_ALFARANO__-2

Dalle indagini è emerso, inoltre, che in diverse occasioni l'uomo avrebbe offerto denaro e altri regali per ottenere le prestazioni dei ragazzini, ai quali avrebbe imposto il silenzio con minacce che andavano dal riferire ai genitori i brutti voti presi a scuola, o di infangarne la reputazione diffondendo la voce che erano omosessuali, poiché avevano avuto rapporti sessuali con lui. In un caso l'arrestato avrebbe costretto un minore a tacere: in caso contrario avrebbe inviato un imprecisato parente, militare della guardia di finanza, a far chiudere l'esercizio commerciale del padre del ragazzo. Dopo l'arresto, la moglie del 54enne ha consegnato una nuova sim-card agli inquirenti. Dalle risultanze della perizia, disposta dal pubblico ministero titolare del procedimento, Carmen Ruggiero, sarebbero emersi nuove elementi probatori a carico dell'ex allenatore.

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