Cronaca

Alloggio popolare al boss, sei le richieste di condanna formulate dall'accusa

Tra gli imputati l'ex primo cittadino di Squinzano Gianni Marra e l'ex comandante della polizia municipale Roberto Schipa

LECCE – Sono sei le richieste di condanna formulate dal pubblico ministero Guglielmo Cataldi nel giudizio con il rito abbreviato scaturito dall’inchiesta sui presunti illeciti legati all’assegnazione di una casa popolare al boss Antonio Pellegrino. Un anno e quattro mesi la pena invocata per l’ex sindaco di Squinzano Gianni Marra, 44 anni; otto mesi per l’ex comandante della polizia municipale Roberto Schipa, 58enne; 2 anni per Antonio Pellegrino; otto mesi per l’ex presidente del consiglio comunale Fernanda Metrangolo, 66 anni, (assistita dall’avvocato Francesca Conte); Carlo Marulli, 43 anni (figlio della Metrangolo); e l’imprenditore Lino Lagalla, 48 enne di Squinzano (assistito dall’avvocato Antonio Savoia).

Al centro della vicenda giudiziaria una presunta corruzione per accelerare il pagamento di una pratica da parte del Comune di Squinzano proprio a Lagalla, e che avrebbe fruttato 2.409 euro. Si tratta di uno stralcio della maxi inchiesta denominata “Vortice Deja vu”, condotta dai carabinieri del Ros e del Nucleo investigativo, sugli assetti della Sacra corona unita nel Nord Salento e le presunte collusioni con politici e amministratori.

Per Marra e Schipa si tratta di un abbreviato condizionato all’ascolto di due carabinieri e all’acquisizione di una corposa documentazione. I loro legali, gli avvocati Paolo Spalluto e Giuseppe De Luca, hanno chiesto al gup Michele Toriello l’acquisizione della cartella medica che attesta le patologie da cui era affetta la madre di Pellegrino quando gli fu assegnato un alloggio popolare. Inoltre, un documento che dimostra come la precedente abitazione della signora Pellegrino fosse priva dei requisiti per l’abitabilità. L’ex primo cittadino ha sempre evidenziato la liceità e l’assoluta correttezza dell’iter seguito nell’assegnazione della casa popolare. Un provvedimento di cui avrebbe informato prefetto, il comandante dei carabinieri della stazione di Squinzano e presidente dello Iacp. L’ipotesi di reato per Pellegrino, Schipa e Marra è di falso ideologico. L’ex sindaco risponde anche di abuso d’ufficio.

Oggi, nell’aula bunker di Borgo San Nicola, hanno discusso tutti gli avvocati della difesa, a eccezione dell’avvocato Elvia Belmonte, che discuterà nella prossima udienza fissata al primo febbraio. Nella stesa data il giudice Toriello dovrebbe emettere la sentenza. 

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