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Alunni maltrattati, la maestra finisce al banco degli imputati

Il processo a una 61enne di Nardò si aprirà con rito ordinario il 24 novembre e in aula ci saranno (come parti civili) otto famiglie. Lo ha deciso oggi il giudice Michele Toriello

NARDO' - Dalla cattedra è finita al banco degli imputati con l’accusa di aver offeso e punito fisicamente alcuni bambini di una scuola dell’infanzia. Si è chiusa così con il rinvio a giudizio della maestra (oggi in pensione), una 61enne di Nardò, l’udienza preliminare discussa in mattinata davanti al giudice Michele Toriello che ha fissato l’inizio del processo al 24 novembre.

In aula, ci sarà anche il Miur, nelle vesti di responsabile civile, e otto famiglie dei bambini ritenuti vittime di maltrattamenti (assistite dagli avvocati Anna Inguscio, Cosimo Perrone, Alberto Gatto, Antonio Greco, Paolo Nuzzo, Antonio Falangone, Anna Sabato e Simone Fontana).

Tra queste, c’è quella che per prima denunciò la presenza di lividi sul corpo del figlio e segnali anomali nel comportamento come il rifiuto di andare a scuola e il disturbo del sonno.

L’imputata non ha avanzato richiesta di riti alternativi, fiduciosa di poter dimostrare a dibattimento, davanti al giudice Fabrizio Malagnino, l’estraneità alle accuse, assistita dagli avvocati difensori Giuseppe e Giulia Bonsegna.

Accuse che affiorarono durante le indagini svolte dai carabinieri, diretti dal luogotenente Vito De Giorgi, dal 27 febbraio fino all’11 aprile dello scorso anno, con l’utilizzo di telecamere nascoste nella struttura scolastica e che le costarono la sospensione dall’insegnamento per sei mesi.  

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