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Giovedì, 23 Maggio 2024
Fase predibattimentale

Amati accusato di diffamazione dal produttore di “NuovOlivo”: udienza aggiornata

Il consigliere regionale di Azione rischia il rinvio a processo: Luigi Botrugno, imprenditore di Andrano ideatore di un detergente naturale contro l'essiccamento degli ulivi, ritiene di essere stato definito un truffatore

LECCE - L'udienza predibattimentale di ieri, giovedì 9 maggio 2024, è stata aggiornata al 20 giugno prossimo.

Presso il tribunale di Brindisi si sta decidendo se il consigliere regionale Fabiano Amati (Azione) debba andare a processo o meno con l’accusa di aver diffamato l'imprenditore di Andrano Luigi Botrugno, ideatore di un rimedio contro l’essiccamento da Xylella.

Davanti al giudice Valerio Fracassi gli avvocati Antonio Sartorio (che assiste Botrugno) e il collega Carlino Carrieri (che difende Amati) hanno continuato a esporre le proprie ragioni. Il secondo ha sostenuto che Amati ha pronunciato le frasi ritenute lesive della reputazione dell'imprenditore leccese nella sua veste pubblica e non da privato cittadino. La controreplica di Sartorio non si è fatta attendere: allora deve essere disposta la citazione nel processo, quale responsabile civile o civilmente obbligato, del responsabile “più alto in grado” dell'istituzione che Amati rappresenta, il presidente pro tempore della Regione Puglia, Michele Emiliano.

Quali sono le frasi di Amati ritenute diffamatorie? Un passo indietro: già nell'ottobre 2021 l’imprenditore Luigi Botrugno, dopo alcune dichiarazioni del consigliere regionale e presidente della Commissione Bilancio, aveva chiarito a BrindisiReport: “Innanzitutto, io non ho ideato una cura per la Xylella per debellare il batterio. Ma il mio prodotto, NuovOlivo, riesce a far rinverdire gli ulivi essiccati. Inoltre, è bene chiarirlo, non sono un truffatore. E non ci tengo a passare per tale”.

La replica era arrivata a seguito di alcune dichiarazioni del politico fasanese, che poi, nel gennaio 2022, per esempio, aveva rilanciato: “Si è trattato di un raggiro per evocare una fantomatica cura dalla Xylella”. In un'altra occasione, si legge nel capo d'imputazione, sul suo profilo di un social network Amati aveva pubblicato un post in cui affermava, senza tanti complimenti che NuovOlivo “era una truffa”. Insomma, il giudizio di Amati è stato netto. Fin troppo, per Botrugno e per la procura di Brindisi.

Il consigliere Amati, infatti, nell’ottobre 2023 era stato citato a giudizio dal pubblico ministero Pierpaolo Montinaro (della procura di Brindisi), dopo la querela presentata dallo stesso Botrugno.

Il politico, avuta notizia dell'indagine a proprio carico, aveva dichiarato: “Se ci sarà il processo, chiamerò tutti i maggiori scienziati nazionali e internazionali a testimoniare la verità di quanto ho affermato”.

Nella scorsa udienza, l'avvocato Carrieri aveva sollevato l'eccezione di competenza territoriale e aveva presentato una memoria difensiva: il foro competente sarebbe quello di Bari, luogo di residenza dell’imputato. L'avvocato Sartorio si è opposto. Sempre durante l'udienza di ieri, il capo d'imputazione ha subito alcune modifiche, non dirimenti, riguardanti le date, il primo evento e i successivi.

Nella prossima udienza del 20 giugno il giudice Fracassi potrebbe sciogliere le riserve su competenza territoriale e sull’eventuale chiamata in causa del presidente Emiliano.

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