Ammanchi per 130mila euro nella farmacia comunale, aumentata la condanna all’ex presidente

Cambia il reato (da appropriazione indebita a peculato) nel processo d’appello e sale la pena per Giuseppe Spano: da 18 mesi a due anni e 4 mesi. Disposta anche la confisca per 135mila euro

NARDO' - Si è concluso con una condanna a 2 anni e quattro mesi di reclusione il secondo “capitolo” giudiziario sull’ammanco da 130mila euro nella farmacia comunale di Nardo, di cui rispondeva l’ex presidente del Consiglio di amministrazione Giuseppe Spano, 54enne neretino.

La Corte d’Appello di Lecce ha aumentato la pena (in primo grado fu di 18 mesi), in considerazione della riqualificazione del reato: da appropriazione indebita a peculato. Ed è proprio su questo che aveva puntato il ricorso del procuratore aggiunto Antonio De Donno (oggi a capo della Procura di Brindisi), perché Spano con il suo comportamento non danneggiò un privato ma un ente.

A conclusioni diverse arrivò il processo discusso col rito abbreviato, al termine del quale fu disposto anche un risarcimento di 130mila euro alla farmacia (assistita dagli avvocati Giuseppe, Michele e Giulia Bonsegna), il cui pagamento era legato alla sospensione della pena e alla non menzione nel casellario, e il dissequestro del cinquanta per cento di un immobile a Nardò e di un’autovettura dell’imputato. Ma con il secondo verdetto è venuto meno il beneficio della pena sospesa (poiché la condanna supera i due anni) ed è stata imposta anche la confisca dei beni per 135mila euro.

Era questa la somma complessiva di cui il 54enne si sarebbe impossessato tra il febbraio e il novembre del 2014, secondo le indagini svolte dagli uomini della sezione di polizia giudiziaria della guardia di finanza di Lecce, guidati dal colonnello Francesco Mazzotta. I riscontri investigativi misero alle spalle l'uomo che confessò di aver "prelevato" alcune somme perché affetto da ludopatia.

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L’imputato era difeso dall’avvocato Tommaso Valente.

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