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Il luogo in cui è stata accoltellata Sonia.

Il luogo in cui è stata accoltellata Sonia.

Omicidio a Specchia Gallone, parlano le amministratrici: tra loro l’infermiera che ha soccorso Sonia

Vicesindaca, assessora e presidente della commissione alle Pari opportunità del Comune di Minervino di Lecce: “La giornata del 24 novembre non è sufficiente, serve certezza della pena”

SPECCHIA GALLONE (Minervino di Lecce) – In primis, un messaggio indirizzato a tutti i genitori: “Cerchiamo di educare i nostri figli ad amare, non a possedere”.  Sono le parole di Giuseppina Cursano, presidente della commissione per le pari opportunità del Comune di Minervino di Lecce che, di professione infermiera, è stata la prima a prestare i soccorsi a Sonia Di Maggio, la 29enne accoltellata a morte dal suo ex, poi fermato questa mattina nel centro di Otranto.  Anche lei, come la madre del fidanzato di Sonia, aveva bisogno di alcuni ingredienti che le sarebbero serviti per il pranzo di oggi quando, intorno alle 19, si è ritrovata davanti alla sconcertante scena della vittima riversa sull’asfalto, richiamata da alcuni passanti. Dapprima ha temuto per la propria figlia. Si è diretta sul luogo e, vedendo il corpo di un'altra ragazza, ha recuperato i guanti dalla propria auto cercando di praticare il massaggio cardiaco sulla giovane donna di origini romagnole. Inutilmente. All’arrivo dei soccorsi, il cuore di Sonia si era ormai fermato. Minuti tragici che sono stati preceduti dai latrati dei cani, tanto che alcuni residenti di via Giovanni Pascoli, hanno inizialmente creduto che fossero dei randagi ad azzannarsi nella via. E invece i rumori che hanno frantumato il silenzio (dettato da un orario in cui i bar avevano ormai chiuso i battenti per via del lockdown) altro non erano che le avvisaglie di un crimine appena consumato.

Il video: dal municipio l'invito ai centri antiviolenza a unirsi alla fiaccolata

Intanto Minervino di Lecce, di cui Specchia Gallone è frazione, si prepara nelle prossime ore a sfilare per le vie del paese in una fiaccolata in memoria dell’ennesima vittima di femminicidio e per coinvolgere e sensibilizzare sul tema i propri abitanti, lontani fino a oggi da efferati episodi di cronaca. La comunità, come ha raccontato l’assessora comunale alle Pari opportunità, Fernanda De Benedittis, si darà appuntamento (probabilmente giovedì) per raggiungere il luogo dell’accoltellamento e poi tutti insieme fino a Piazza del Popolo, la stessa in cui il 24 novembre scorso era stata installata la panchina di colore rosso, simbolo di denuncia dei femminicidi. Certo è che a ben poco sembrerebbero servire quelle “panchine rosse” davanti a un numero sempre crescente di episodi simili. La violenza pare essere stata slatentizzata ulteriormente dall’isolamento sociale. Approva la vicesindaca di Minervino di Lecce, Maria Antonietta Cagnazzo, che sottolinea la necessità della certezza della pena per reati di simile portata.

Tre esponenti dell’amministrazione di sesso femminile, dunque, d’accordo sul fatto che una giornata come quella del 24 novembre, così come altre iniziative affini organizzate contro la violenza di genere, non bastino a contenere il fenomeno.  La forma più efficace per arginare il problema resta la denuncia: quella che le vittime, spesso inibite dalle stesse donne di casa, non trovano il coraggio di sporgere. Se qualcuno a conoscenza delle minacce che l’assassino rivolgeva alla 29enne avesse parlato, forse Sonia sarebbe a quest’ora ancora viva. E invece, dalla serata di ieri, il suo corpo si trova nella camera mortuaria dell’ospedale di Lecce dove domani il pm della Procura della Repubblica Alberto Santaccaterina, titolare del fascicolo di indagine, conferirà l’incarico al consulente per procedere con l’autopsia. L’accertamento autoptico, nelle mani del medico legale Alberto Tortorella, potrebbe essere eseguito già entro il pomeriggio.

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