Amstaff azzanna le mani di un uomo e lesiona i testicoli al suo cocker

Attimi di terrore a Patù per un 37enne, che dopo ha sporto denuncia. Il suo cane operato, ma ha subito l'asportazione degli organi. Lui è finito in ospedale al "Panico" di Tricase

Il pronto soccorso di Tricase.

PATU’ – Lui, 37enne, impiegato pubblico di professione, è stato pronto e reattivo. Forse anche perché è vigile del fuoco volontario, quindi abituato a intervenire d’impeto in ogni situazione, anche la più pericolosa. Ma se ci fosse stata sua madre, anziana, la vicenda avrebbe assunto probabilmente una piega diversa, persino più drammatica. “Forse, ora, staremmo commentando una tragedia”, dice a bocce ferme e con la voce ancora rotta dall’emozione.

Già qualche giorno è trascorso dall’aggressione. Risale al pomeriggio di giovedì. Ma nella mente, le immagini di quei cinque minuti di terrore ancora si affollano. E difficilmente svaniranno.

Di certo, il protagonista di questa storia se l’è vista brutta. Per difendere il cocker della sua famiglia dall’impeto di un cane di grossa taglia, “probabilmente un amstaff”, ha riportato ferite alle mani. Ma quel che è peggio, per il cocker c’è stato poco da fare. Seppur vivo per miracolo, una volta in clinica, i veterinari hanno dovuto procedere alla castrazione. Le lacerazioni, troppo profonde.

“Quel cane ha puntato alla gola, quando mi sono girato di scatto per salvare il cocker”, ricorda il 37enne di Patù, che ha descritto tutta la vicenda anche in una dettagliata denuncia per lesioni presentata ieri pomeriggio presso la caserma dei carabinieri di Castrignano del Capo. La storia potrebbe quindi avere uno strascico giudiziario per una ricostruzione puntuale dei fatti.

La narrazione, per ora, è inevitabilmente viziata dal fatto che vi sia una sola versione. Certo è che la denuncia in caserma del proprietario esiste, così come un referto medico del pronto soccorso dell’ospedale “Panico” di Tricase che attesta le “ferite multiple alla mano destra e sinistra” subite dall’uomo, con una prognosi di sei giorni, salvo complicazioni. Ma, soprattutto, c’è che quel povero cocker, cane da riproduzione selezionato, è compromesso e dovrà anche seguire delle lunghe terapie.

Il fatto è avvenuto in un luogo aperto, non lontano dalla nota zona delle Centopietre di Patù, nel comprensorio della 167. Caseggiati che si affacciano su aree verdi, dove si trova anche un campo di calcetto frequentato da bambini. E per fortuna, nessun minore è rimasto coinvolto.

“Mia madre stava uscendo con il cocker per portarlo a spasso”, racconta l’uomo. “Ero appena arrivato a casa con l’auto”. “Le ho detto che ci avrei pensato io”. Ed è stato un bene, perché questa circostanza fortuita ha forse impedito una tragedia. Se l’anziana donna si fosse trovata a tu per tu con quel cane, forse non avrebbe avuto la stessa prontezza di riflessi. Di certo, non la forza adeguata e la freddezza per difendere se stessa e il cocker. Lui c’è riuscito. Ma solo in parte.

Addentratosi per un centinaio di metri in un’area di campagna, ha visto il cane di un suo conoscente. Aveva appena slegato il cocker per fargli godere un po’ di libertà e per i bisogni, spiegherà in seguito anche ai carabinieri che hanno raccolto la sua denuncia. “C’erano 500-600 metri di distanza fra me e quel cane e penso che il suo proprietario distasse 200 metri da lui”.

“Il cocker era accanto a me, per questo ho fatto subito in tempo a prenderlo in braccio”, aggiunge. L’amstaff, o quello che si presume fosse un amstaff, aveva iniziato già a correre, puntando verso di loro. “Sono stati attimi di terrore”. Dopo il primo balzo per azzannare il cocker, il 37enne si è voltato e l’ha visto saltare ancora, per colpire alla gola. Poi, morsi, alle mani dell’uomo, ma anche alla coda e ai testicoli del cocker. “Sono riuscito alla fine a bloccare l’amstaff”. Nel frattempo, è accorso anche il suo proprietario. E, certo, ha aiutato a bloccarlo. Anzi, senza il suo intervento, forse la situazione sarebbe peggiorata. “Ma io avevo le mani lacerate e il mio cane era ferito”. C’era sangue ovunque.

Al pronto soccorso di Tricase, i sanitari l’hanno visitato, con una prognosi di sei giorni, come detto; ma il 37enne dovrà svolgere anche altri controlli. Prima di andare in ospedale, accompagnato da sua madre, ha portato il cocker in clinica. E solo dopo essere stato dimesso dal nosocomio, ha conosciuto l’esito dell’intervento.

Il proprietario del cane di grossa taglia, pare abbia contribuito con 170 euro all’intervento, ma per il resto si sarebbe tirato indietro, sostenendo che il cocker non fosse legato. S’è formato un muro contro muro, insomma, in cui ognuno accampa le proprie ragioni. Questo ha spinto il 37enne a procedere con la denuncia all’autorità giudiziaria, in cui ha formulato nome e cognome del suo conoscente. Nel frattempo, ognuno dei due ha messo in mezzo un avvocato.

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“Non è tanto una questione economica”, dice oggi il 37enne. “Vorrei che da questa storia ne nascesse una riflessione più profonda: se invece di me, ci fossero stati una mamma o un bambino?”. Un problema che s’è riproposto anche altre volte, in passato, nel Salento. Di aggressioni di cani ai bambini son piene le cronache, anche recenti. “Sia chiaro, sono un amante degli animali”, conclude l’uomo. “L’ho detto all’Asl e anche ai carabinieri, non voglio assolutamente che quell’amstaff sia soppresso”. La sua è la ricerca di una giustizia equa. E, soprattutto, un monito per mettere tutti in guardia, impedire incidenti analoghi.       

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