Cronaca

Studio sulla malattia di Cruetzfeldt-Jacob: nessuna vittima per la variante "mucca pazza"

Un incontro con gli esperti dell'Istituto Superiore di Sanità si è tenuto ieri presso la Asl di Lecce. In provincia tredici casi conclamati nell'ultimo quinquennio ma la causa non sarebbe di origine alimentare. L'incidenza è comunque superiore alla media italiana e pugliese

La sede della direzione della Asl

LECCE – Tredici casi in cinque anni. E’ stata avviata ieri l’analisi dell’incidenza in provincia di Lecce della malattia di Cruetzfedlt-Jacob, nota come il morbo della “mucca pazza”, alla presenza degli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità, i direttori dei servizi di igiene pubblica della Asl di Lecce e il responsabile sanitario della stessa, Antonio Sanguedolce.

L’incontro era stato richiesta dalla direzione strategica della massima istituzione sanitaria nazionale dopo gli ultimi casi registrati sul territorio salentino, che hanno fatto lievitare il dato oltre i parametri regionali e nazionali. Nel 2015 i decessi sono stati quattro, tre nel 2013 mentre nel 2014 non ci sono state vittime della malattia.

L'incidenza nazionale è di 7,6 casi per milione di abitanti mentre il Salento, negli ultimi anni, si attesterebbe su quasi 9 episodi. La malattia di Creutzfeldt-Jakob è una malattia neurodegenerativa rara, che conduce ad una forma di demenza progressiva fatale. Le cause possono essere sporadiche (sconosciute), ereditarie o iatrogene (da trapianto o trasfusioni infette).

Esiste poi una variante rara di origine animale – quella che è propriamente conosciuta come “mucca pazza” - causata da ingestione di carni infette, ma quest’ultima non sarebbe stata rilevata in nessuno dei tredici casi registrati in provincia nel quinquennio. La maggior parte di essi è da ascrivere alla forma sporadica della malattia.

Lo studio comporterà una laboriosa ricognizione della storia clinica dei casi finora noti. Per completezza statistico-epidemiologica è stato proposto di estendere lo studio anche ai casi verificatisi nelle vicine aree afferenti alle Asl di Brindisi e di Taranto, le cui direzioni hanno già dato preliminare disponibilità.

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