Ancora sconcerto per il cane gettato dalla scogliera

Mentre le condizioni dell'animale sembrano migliorare, tiene banco quanto accaduto ieri. Lanzilotto chiede il sostegno di cittadinanza ed amministrazione per bloccare un fenomeno, che si ripete

Il cane recuperato viene sfamato
Un episodio sconcertante che ha turbato la sensibilità di molti. Fa ancora discutere e parlare l'assurdo avvenimento consumatosi ieri ad Otranto, in località Fascio, a poca distanza dal centro cittadino, dove un cane meticcio, incrociato, con un pastore tedesco, è stato letteralmente scaraventato giù dalla scogliera da ignoti, e poi tratto in salvo dal locale responsabile dell'Enpa.

Un fatto certamente deprecabile, che ha creato un lungo ed intenso dibattito anche sulle pagine di questo giornale e sugli spazi on line che l'hanno raccontato. Per quel che riguarda le condizioni di salute dell'animale, dall'Enpa si fa sapere che il cane sembra reagire bene alle cure amorevoli dei volontari e pertanto sembrerebbe fuori pericolo. Ma lo sconcerto resta. Anche perché come sottolineato già da Umberto Lanzilotto, autore del pronto salvataggio, alla presenza delle forze dell'ordine, trattasi di una situazione recidiva, già accaduta con frequenza negli ultimi due anni: "È il terzo episodio di questo tipo, il che sta ad indicare che il fenomeno è purtroppo abbastanza diffuso e non si configura come semplice anomalia. Non vorrei personalmente che disfarsi dei cani sia diventata la norma, gettandoli a mare. Siamo peraltro ancora sconvolti e memori dell'episodio del cane Totò, che siamo riusciti a salvare e ad affidare".

Lanzilotto che si dice felice del salvataggio, ma allo stesso tempo arrabbiato perché "non siamo in grado (metto in mezzo anche noi dell'Enpa, nonostante i nostri sforzi quotidiani) di mettere in un angolo certa gente": "Lo si può fare - puntualizza - solo col contributo di tutti: l'amministrazione, facendo le ordinanze, i cittadini, segnalando tutti gli abusi dei proprietari di cani, che, a loro volta, devono averli in regola. Chi ha un animale, come chi ha un bambino o una macchina, ha una responsabilità e deve adeguarsi alle normative vigenti, altrimenti è inutile prendere un cane".
Il responsabile locale dell'Enpa rivolge anche un appello all'amministrazione, al sindaco e all'assessore Coluccia "che mi hanno seguito in questo percorso", affinché "mettano in pratica le ordinanze che abbiamo studiato insieme, perché non vorrei che passasse neanche il messaggio che qui, ad Otranto, chiunque può fare una cosa del genere".
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Lanzilotto torna sull'accaduto ed afferma: "La cosa più raccapricciante di questa storia è che c'erano dei turisti al momento del recupero dell'animale, turisti che hanno esclamato: ‘Ma in che razza di paese siamo? Come possono succedere queste cose?'. Io non credo che gli otrantini siano gente che si alza la mattina per gettare un cane dalla scogliera, ma vorrei un segnale forte anche da parte della cittadinanza, che deve segnalare la gente che si macchia di certe azioni inqualificabili. Ne va anche dell'immagine della città, che non ha un bel ritorno da simili situazioni. Non oso immaginare se questo fosse successo in pieno agosto".

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