Ancora un attentato al sindaco: incendiano l'auto della figlia

Un altro, di una lunga serie, ai danni di Ezio Conte. Ieri sera, durante la partita di calcio Italia-Germania, ignoti hanno dato alle fiamme la Nuova Fiat 500 della figlia, scambiandola, forse, per il mezzo del primo cittadino

Foto di Giulio Paliaga.

 

SAN DONATO – Ancora un atto vandalico, un altro di una lunga sequela, ai danni del sindaco di San Donato Ezio Conte. Perché è lo stesso primo cittadino ad ammettere: “Non ho idea chi ieri sera abbia potuto dare fuoco all’auto di mia figlia, ma sono certo che le azioni vandaliche che si sono succedete in questi mesi, compreso quest’ultimo episodio, sono legate al ruolo che ricopro”.

Alla Nuova Fiat 500, di proprietà della figlia del sindaco, acquistata cinque mesi fa, qualcuno, dopo le 21, mentre da pochi minuti Balotelli aveva portato in vantaggio gli azzurri contro la Germania, ben sapendo di trovare le strade deserte e quindi di potere agire lontano da occhi indiscreti, ha dato fuoco al mezzo, servendosi di liquido infiammabile. E forse, l’autore del gesto, si è pure sbagliato: proprio dietro la “500”, nei pressi dell’abitazione della famiglia Conte, in via Donato Nicolaci, infatti, si trovava parcheggiata l’auto del primo cittadino, una Lancia Lybra. Chissà se il bersaglio sia stato scambiato.

“Ero da poco uscito da casa – racconta il primo cittadino al telefono – intorno alle 21.30, quando i vicini mi hanno telefonato per dirmi che l’auto di mia figlia era stata avvolta dalle fiamme. E così ho fatto rientro per accertarmi di quel che stava accadendo. Sono stati proprio i vicini a tentare di domare le fiamme, anche se purtroppo è servito a poco”.

L’incendio ha infatti distrutto la parte interna del mezzo, tappezzeria, sedili e quant’altro. Poi, sono giunti sul posto i vigili del fuoco, che hanno domato definitivamente le fiamme; infine, i carabinieri della stazione di San Cesario, i quali hanno avviato le indagini per risalire agli autori del gesto.

L’ultimo atto vandalico rivolto al sindaco, risale allo scorso 15 ottobre del 2011. In quell'occasione ignoti presero di mira la finestra dell'ufficio del primo cittadino, a Palazzo comunale, che dà su via Brodolini, con il lancio di pietre contro i vetri. Danneggiate furono anche  un paio di colonne in pietra leccese, altre circa due metri, collocate nella piazza principale, che vennero buttate giù. E se il caso di San Donato è del tutto particolare, è vero anche che, negli ultimi tempi, sono stati diversi gli attentati ai danni di amministratori pubblici.

I più recenti sono quello a Salvatore Albano, primo cittadino di Porto Cesareo (bomba carta davanti all'ingresso della sua villetta) e a Giorgio Salvatore Toma, vicesindaco di Matino (ordigni fatti esplodere davanti al suo studio di commercialista). Da nord a su del Salento, un clima di vera e propria tensione, al di là di quali possano essere i moventi per ogni singolo episodi.

 

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