Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Andrano

Andrano: disposti nuovi scavi. ma l'inchiesta potrebbe presto essere chiusa

Si avvia all'archiviazione l'inchiesta per accertare la presenza di presenza di rifiuti radioattivi o elementi nocivi e pericolosi nelle campagne del comune di Andrano. Dopo la consulenza del geologo Antonio Susanna, saranno eseguiti alcuni scavi all'esito dei quali l'indagine dovrebbe essere chiusa

LECCE – Si avvia all’archiviazione l’inchiesta per accertare la presenza di presenza di rifiuti radioattivi o elementi nocivi e pericolosi nelle campagne del comune di Andrano. Dopo la consulenza del geologo Antonio Susanna, che ha evidenziato come i valori “anomali” siano da collegare alla morfologia del terreno e altri elementi storici, saranno eseguiti alcuni scavi all’esito dei quali l’indagine dovrebbe essere chiusa. Si tratta dell’ultimo passaggio finalizzato a scongiurare ogni possibile dubbio sulla presenza di rifiuti sepolti nel sottosuolo.

Si tratta di indagini disposte nell’ambito di una più vasta inchiesta giudiziaria relativa a un fascicolo per traffico di rifiuti, attualmente a carico di ignoti. Un controllo del territorio finalizzato all’individuazione di possibili discariche pericolose. Proprio nel corso di questi accertamenti, avvenuti attraverso il telerivelamento aereo di alcune aree della penisola salentina, si sono registrate alcune anomalie e dati sospetti. I rilievi a terra, eseguiti anche dall’Arpa, hanno fornito dati contradditori su cui gli inquirenti vogliono sciogliere ogni dubbio. Secondo un protocollo, infatti, le anomalie registrate dai sensori devono essere di volta in volta analizzate e potranno essere approfondite attraverso scavi e carotaggi della zona.

I valori sospetti deriverebbero dalla morfologia del territorio, che risente dei test nucleari eseguiti nell’Africa subsahariana e degli effetti del disastro di ?ernobyl', in Ucraina (il più grave incidente mai verificatosi in una centrale nucleare. È uno dei due incidenti classificati come catastrofici con il livello 7 e massimo della scala Ines dell'Iaea, così come l'incidente avvenuto nella centrale di Fukushima Dai-ichi nel marzo 2011).

Sono stati i carabinieri del Noe, guidati dal maggiore Nicola Candido, a depositare in Procura un informativa relativa all’area presente nel Capo di Leuca. In particolare, i primi rilevamenti avrebbero segnalato livelli sospetti di uranio e celio. I controlli approfonditi sono serviti proprio a scongiurare ogni dubbio e ogni ipotesi di inquinamento. La Procura della Repubblica di Lecce, in un comunicato ufficiale, aveva già escluso ogni allarme riguardo ai livelli di radioattività nel comune di Andrano, “in quanto i rilievi hanno consentito di accertare che il livello di radioattività è inferiore al limite di 1 microsievert/h che costituisce il livello minimo di pericolo per la salute”.

“Inoltre – si legge nella nota, a firma del procuratore Cataldo Motta – non è stata riscontrata alcuna presenza di radionuclidi gamma emettitori di origine artificiale, riconducibili a sorgenti radioattive utilizzate nell’industria o nel settore ospedaliero: il che rende verosimile che il fenomeno sia naturale e derivi dalle caratteristiche intrinseche del terreno”. Un’ipotesi avvalorata anche dalla valutazione del Ministero dell’Ambiente, che fa riferimento alla conformazione carsica dei campi presi in esame. I controlli che “devono costituire per i cittadini elemento di fiducia e di tranquillità piuttosto che fonte di allarmismo”.

Continuano comunque le rilevazioni con un elicottero dotato di un particolare dispositivo per evidenziare eventuali anomalie nel sottosuolo. Domenica, in particolare, i controlli hanno riguardato la zona della Grecìa salentina.

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