Cronaca Rudiae / Via Vecchia Copertino

Anfiteatro di Rudiae: scoperte entusiasmanti, ma gli incivili gettano anche eternit

Proprio quando veniva diffusa la notizia relativa alla presenza di spalti in pietra, che testimoniano il prestigio del sito anche in epoca romana, il professor D'Andria segnalava a sindaco e soprintendente il materiale pericoloso abbandonato nel solito punto in via Vecchia Copertino

LECCE – Un luogo che potrebbe fare la fortuna della città mentre le discariche abusive continuano a spuntare come funghi. Nel parco archeologico di Rudiae, alle porte della città, gli scavi in corso confermano di giorno in giorno l’importanza storica dell’anfiteatro romano.

Eppure le segnalazioni di comportamenti incivili non cessano. L’ultimo allarme è del professor Francesco D’Andria, che ha scritto al sindaco di Lecce, Paolo Perrone, e al responsabile della Soprintendenza, Luigi La Rocca, dopo l’ultimo sopralluogo, effettuato proprio in cui veniva diffusa la notizia relativa agli spalti in pietra a testimonianza – dopo il ritrovamento del busto di una statua in marmo pregiato - di un anfiteatro che non aveva nulla da invidiare a quella della vicina Lupiae, emersa in parte negli scavi di inizio Novecento in piazza Sant’Oronzo.

Nel punto in cui via Vecchia Copertino incrocia il percorso delle mura messapiche sono state abbandonante lastre di eternit. “Si tratta di un gesto di gravissima inciviltà – ha scritto D’Andria - che purtroppo si ripete, sempre in questo punto dell’area archeologica di Rudiae che, evidentemente, per la sua vicinanza a Lecce e per la presenza del breve spiazzo, rappresenta un incentivo a comportamenti inqualificabili, da considerare reati ecologici”.

Ricorda il responsabile scientifico del cantiere archeologico che “in questo punto in cui qualche anno fa, sperando di attivare comportamenti di tipo diverso, avevamo, insieme all’Associazione Vivere Lecce, collocato un cippo in pietra leccese a segnare l’inizio dell’area archeologica (cippo scomparso dopo pochi mesi), è ormai invalsa l’abitudine di scaricare risulte di lavori edilizi, sfalci di potature, copertoni e perfino, resti di macellazione abusiva. Questi fatti risultano ancor più intollerabili in quanto molti nostri concittadini percorrono questa strada, per attività sportive”.

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