Sabato, 19 Giugno 2021
Cronaca

"Anguriopoli", il lungo cammino verso la legalità

Primo vertice in Prefettura per tracciare un bilancio sul fenomeno del caporalato e sulle problematiche del mercato agricolo. Una commissione provinciale si occuperà di ripensare Masseria Boncuri

Da sinistra: il capo della Procura, Motta, il prefetto Perrotta e l'assessore provinciale Perrone.

LECCE - La stagione di raccolta delle angurie è finita, ma, di certo, non si è chiusa la problematica dei lavoratori di Masseria Boncuri a Nardò, da sempre alla mercé dei caporali. La vicenda è balzata agli onori della cronache dopo le vibranti proteste dei braccianti sottopagati che, quest'estate, hanno reclamato contratti e dignità. E, soprattutto, la propria libertà, messa sotto scacco dai ricatti costanti degli intermediari illeciti del lavoro, rapidamente passati dalle estorsioni monetarie alle minacce di morte.

Di questo si è discusso oggi in Prefettura, in un tavolo convocato dal nuovo prefetto Giuliana Perrotta, in cui sindacati, associazioni di categoria delle aziende e i volontari della cooperativa Finis Terrae che gestisce il centro d'accoglienza di Nardò, insieme all'assessore provinciale alle Attività produttive, Salvatore Perrone, hanno fatto il punto della situazione.

L'obiettivo è giocare d'anticipo, in vista della prossima stagione, iniziando percorso che, attraverso l'istituzione di una Commissione provinciale permanente, sia in grado di riformulare il progetto di Masseria Boncuri. Così come va immaginato, nel suo profilo migliore, se non addirittura ideale.

"La Provincia di Lecce ha ricevuto mandato di istituire ulteriormente un tavolo che sia occasione di incontro tra i sindacati e la parte datoriale, in vista di un accordo che riduca l'illegalità sui campi di lavoro", ha spiegato Salvatore Giannetto della Uil. Ed è tornata sul problematica dei contratti illegali e della responsabilità diretta delle aziende agricole nel reclutamento della manodopera, anche la segretaria confederale Cgil, Antonella Cazzato: "era indispensabile chiarire, oggi, il carico di lavoro che pesa sugli immigrati, vittime di un mercato distorto e su cui pesano le colpe delle imprese che fanno ricorso al caporalato".

Il prossimo passo per le organizzazioni sindacali, sarà la costruzione di una piattaforma per il rinnovo del contratto provinciale del lavoro. Ma la Cgil è già pronta a dire no ad eventuali deroghe contrattuali, perché i "contratti, allo stato attuale, non vengono assolutamente rispettati", precisa la segretaria. Al margine del tavolo, un dubbio rimane persino sull'eventuale apertura di Masseria Boncuri per la prossima stagione: si tratta infatti di un progetto da ripensare o da sostituire con altri luoghi d'accoglienza, dei quali si dovrebbero economicamente occupare le stesse aziende, tenute a garantire un alloggio ai propri lavoratori.


Fa eco ai sindacati, il numero uno di Finis Terrae, Gianluca Nigro, intenzionato ad inchiodare le aziende alle proprie responsabilità. Nigro solleva anche un sospetto sull'effettiva capacità delle liste di collocamento (istituite da Cgil in via sperimentale a Nardò e già approvate dalla Regione Puglia) di diventare un deterrente per il ricorso ai caporali, poiché "le imprese non sono obbligate ad attingere, da tali elenchi, i nominativi delle persone da assumere". Evidentemente, la complessità del mercato del lavoro agricolo, nel Salento e in Puglia, è tale che ci vorrà un altro anno prima di poter tornare a parlare di Boncuri, come di un baluardo di accoglienza e legalità.

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