L'arcivescovo verso il commiato: invito a pranzo per i genitori dei sacerdoti

Domenico D'Ambrosio celebra mercoledì i 52 anni dall'ordinazione sacerdotale. A Lecce da otto, è oramai prossimo a tornare a vita privata

LECCE – Dopo otto nelle vesti di arcivescovo di Lecce, monsignor Domenico D’Ambrosio affronta le ultime apparizioni in terra salentina. Il suo avvicendamento, che in un primo momento sembrava posticipato alla fine dell’anno, dovrebbe materializzarsi a breve.

Domani, mercoledì, D’Ambrosio celebrerà i suoi 52 anni del sacerdozio iniziato il 19 luglio del 1965 e proseguito poi con il primo incarico da parroco a San Giovanni Rotondo nel 1970 dove è rimasto fino all’elezione a vescovo di Termoli-Larino nel dicembre del 1989. Dopo dieci anni il trasferimento nella diocesi di Foggia-Bovino quindi, nel 2003 in quella di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo. In quel frangente, per volontà dell'allora pontefice Giovanni Paolo II, venne nominato delegato della Santa Sede per il santuario e le opere di San Pio da Pietrelcina. Il 4 luglio del 2009, infine, l'insediamento a Lecce.

L'arcivescovo ha deciso di vivere la ricorrenza che lo riguarda invitando a pranzo i genitori dei sacerdoti della diocesi: “Desidero incontrare - ha scritto in una comunicazone inviata al clero leccese -, per chi ha ancora la fortuna di averli, i vostri papà e le vostre mamme per un momento di preghiera e di dialogo con loro. Dopo li avrò ospiti a tavola con me”. In serata, in cattedrale, alle 19 presiederà la concelebrazione eucaristica di ringraziamento:  “Sarò contento - ha scritto nell’invito  - di avervi accanto per poter innalzare il rendimento di grazie per il dono ricevuto e con voi condiviso in questi ultimi otto anni del mio ministero in questa Santa Chiesa di Lecce”.

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Durante l’omelia D’Ambrosio farà cenno al futuro che lo attende dopo aver lasciato la diocesi di Lecce: “Ora sto per tornare a ‘Nazareth’, al nascondimento. Il Signore mi ha voluto come luce sul candelabro. Ora finalmente si spegneranno i riflettori”. E ancora: “Sarò sulla santa montagna - scrive l’Arcivescovo - con le braccia alzate anche per voi. Si dilateranno il tempo e lo spazio della mia preghiera e della mia intercessione. La mia sarà una preghiera abitata dai vostri volti, raccontata con i vostri nomi”. Al termine della funzione saranno rese pubbliche le nomine per i nuovi incarichi dei sacerdoti della diocesi in vista dell’inizio del nuovo anno pastorale.

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