Cronaca

Anno giudiziario, il presidente: "La nostra giustizia gode di buona salute"

Seppur tra difficoltà e carenze, la Corte d'appello di Lecce è in grado di affermare una risposta di giustizia effettiva e di qualità

LECCE – “La giustizia, nel nostro distretto, funziona e gode di un soddisfacente stato di salute”. E’ un messaggio positivo quello che si riflette sul distretto della Corte d'Appello di Lecce. Nella sua prima relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario, dopo aver raccolto l'eredità di Marcello Dell'Anna (presidente uscente, salutato e ringraziato con affetto), il presidente Vincenzo Scardia traccia un'analisi approfondita dello stato della giustizia salentina. Il presidente vicario evidenzia come “seppur lontani da una situazione ottimale, di fronte a innegabili disfunzioni e tempi processuali ancora troppo dilatati, il corpo giudiziario salentino è stato in grado di assicurare alla collettività una risposta di giustizia effettiva e di qualità”.

Toccante il saluto al procuratore Cataldo Motta, che lo scorso 31 dicembre ha lasciato la magistratura dopo oltre quarant’anni: “Il sentimento di cui voglio farmi interprete è quello della riconoscenza di un cittadino del Salento: per una vita vissuta a metà, tra misure di protezione, rinunce e preoccupazioni; per la lotta incessante alla criminalità organizzata, condotta con fermezza e professionalità senza pari, senza esitazioni, e sempre nel rispetto delle regole. Per aver restituito alla popolazione salentina il suo territorio, che la Sacra corona unita aveva cercato di asservire. Riconoscenza per il modello di legalità che ha rappresentato, per la dirittura morale e per l’esempio offerto. Un patrimonio che non va in pensione, per i valori di libertà, legalità e giustizia che nessuno potrà dimenticare”.

Uno dei grandi problemi a livello nazionale e locale rimane quello della carenza in organico: “Gli organici sono carenti e l’arretrato grava come un macigno sulla funzionalità di ciascuno ufficio. Dopo lunghi anni in cui il personale amministrativo, componente essenziale per l’amministrazione della giustizia, si è inesorabilmente assottigliato senza l’attuazione della benché minima forma di turn-over, finalmente vedrà rimpinguato l’organico con l’assunzione di 800 assistenti giudiziari”.

Riguardo alla lunghezza dei processi e alla scure della prescrizione, altro male endemico alla giustizia italiana, la Corte di appello di Lecce sempre andare in controtendenza. Sono state 2.505 le sentenza emesse, di cui solo 140 con non doversi procedere per essere il reato estinto per prescrizione, il 5,6 per cento, che colloca Lecce al settimo posto su base nazionale. Il periodo medio di definizione dei procedimenti penali è inferiore ai due anni. Ottimo il lavoro svolto dalla sezione gip/gup con una cospicua riduzione delle pendenze, nonostante l’incremento delle sopravvenienze, pur dovendo affrontare per un lungo periodo la mancanza in organico di un magistrato. In aumento i reati di usura, un fenomeno tanto sommerso quanto endemico allo substrato sociale di una regione spazzata dai venti di crisi e da una forte pressione della piccola e grande criminalità, così come dimostra l’aumento delle estorsioni, delle rapine e dei furti aggravati. In aumento anche omicidi e tentati omicidi.

Il procuratore generale Antonio Maruccia ha tracciato un bilancio del suo primo anno, e le intese promosse in tre settori chiave: l’azione anticorruzione, il contrasto al terrorismo e la tutela dell’ambiente. “Il contrasto alla illegalità nella pubblica amministrazione e nella economia – ha detto il procuratore generale –, deve diventare prioritario, poiché non è sempre stato così. Dopo uno specifico lavoro istruttorio abbiamo siglato col presidente Raffaele Cantone, il Protocollo di intesa tra l’Autorità nazionale anticorruzione e gli uffici requirenti del distretto di Lecce”. Sul contrasto al terrorismo Maruccia ha ricordato come la posizione geografica del Salento, terra di transito e di arrivo dei flussi migratori, imponga un’attenzione ancor maggiore. Da qui la sottoscrizione di un Protocollo organizzativo in materia di indagini contro il terrorismo, combattuto con le sole armi del diritto, rifuggendo da pulsioni razziste e autoritarie, nel rispetto delle garanzie e delle dignità delle persone. Gli uffici giudiziari sono stati molto attivi, come sempre negli ultimi anni, in materia ambientale, tema caro al procuratore aggiunto Elsa Valeria Mignone, al neo Avvocato generale Ennio Cillo e allo stesso procuratore generale. Fondamentale, in tal senso, il Protocollo sulla esecuzione delle demolizioni delle opere edilizie abusive, siglato con la regione Puglia. Massima l’attenzione anche in tema di rifiuti.

Il presidente dell’Ordine degli avvocati, Roberta Altavilla, ha puntato il dito contro le difficoltà di una professione troppo spesso calpestata, costretta a fronteggiare problematiche di carattere economico, che a Lecce (a differenza di altre province) non hanno prodotto comunque una grave emorragia iscritti. Alcuni hanno dovuto abbandonare la professione, soprattutto donne non più giovanissime, che non sono state in grado di sostenere i costi e i contestuali impegni famigliari, oppure giovani  che, scoraggiati, hanno preferito accontentarsi di lavori ben al di sotto delle loro aspettative. Sul tema del gratuito patrocinio il presidente Altavilla ha detto che “non è accettabile tentare di arginare il fenomeno dell’aumento della richiesta, legato il più delle volte al generale impoverimento della popolazione, riducendo sotto la soglia del lecito e dell’accettabile gli onorari degli avvocati”.

“L’avvocatura – ha spiegato Altavilla –, non è ospite della Giustizia. Non è ospite di questa cerimonia e forse il posto di chi la rappresenta non è a latere, ma vicino alla magistratura”. Un’avvocatura in cui gli illeciti deontologici non solo moltissimi e spesso non sono gravi, ma che a volte turbano l’opinione pubblica e offrono delle stessa un’immagine distorta. 

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