Annuncia il suicidio su Facebook, carabinieri la salvano in extremis

Una 47enne di Racale in prognosi riservata: aveva ingerito farmaci. Deve la vitaalla prontezza di un militare dell sala operativa di Tricase: da scarni dati è risalito alla sua identità e residenza

Repertorio.

RACALE – Questione di minuti. Forse di secondi. Merito soprattutto della prontezza di un operatore della centrale operativa dei carabinieri di Tricase, che partendo da pochi dati è riuscito a risalire all’identità di una donna e a inviare la pattuglia nel luogo giusto.

Un’auto della stazione dei militari di Racale (che, per inciso, appartengono a un’altra compagnia, quella di Casarano) è partita sgommando ed ha raggiunto un’abitazione, convincendo una donna ad la porta per agevolare l’intervento del 118. Aveva appena ingerito di farmaci. La sua intenzione, suicidarsi.

Tutto è nato quando ieri pomeriggio, intorno alle 17, un operatore ha ricevuto sul 112 una telefonata proveniente da Bari. Un uomo ha segnalato l’intento suicida di una sua “amica di Facebook”. E’ una 47enne, ma chi ha telefonato probabilmente non sapeva nemmeno l’età precisa. Al carabiniere, infatti, è riuscito a fornire solo nome e cognome. Nemmeno la località di residenza. L’unica certezza: abitava in provincia di Lecce. 

Tutto era fuorché uno scherzo di pessimo gusto. Il carabiniere, così, nei secondi preziosi che scorrevano, ha iniziato a cercare altri elementi sulle banche dati delle forze di polizia. E’ riuscito quindi ad acquisire la data di nascita della donna e poco dopo a risalire al suo indirizzo, a Racale. Ed ha contattato i carabinieri della stazione racalina che sono arrivati a destinazione in pochi istanti.

La donna si era chiusa in bagno e aveva già ingoiato alcune pastiglie. Aveva, cioè, dato effettivo seguito a quanto annunciato sul social network ai suoi amici. I militari, senza usare metodi bruschi, sono riusciti a persuaderla a uscire. Alla fine la 47enne s’è convinta e, tramite il 118, è stata trasportata presso il pronto soccorso dell’ospedale “Ferrari” di Casarano.

Una volta visitata, è stata ricoverata. La prognosi è riservata e questo la dice lunga su quanto si fosse spinta oltre. Mentre la vicenda uggerisce la particolare freddezza dell’operatore che, pur con dati molto scarni, non s’è perso d’animo ed è andato avanti fin quando non ha avuto la certezza che avrebbe spedito i suoi colleghi di pattuglia nel luogo giusto. Salvando una vita da una morte che si sarebbe consumata silenziosamente.

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Un altro episodio, di cui riferiamo a parte, molto diverso però per dinamica, s'è verificato a Parabita. Anche in quel caso, fondamentale è stato l'intervento dei carabinieri.

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