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Il carcere a Borgo San Nicola.

Il carcere a Borgo San Nicola.

Carcere, Antigone segnala: "Bimba di due anni con la madre reclusa"

Una donna di origine rom è stata trasferita da Foggia, dove vive il marito con altri cinque figli, a Lecce. La direzione si è subito attivata per un riavvicinamento, ma dopo quattro mesi nessuna risposta. Visita dell'associazione nel penitenziario

LECCE - Sono due i detenuti del carcere di Lecce, entrambi di origine afgana, sotto osservazione per l'elevato pericolo di radicalizzazione da parte del terrorismo di matrice islamista. Il dato emerge dall'ultima visita che la delegazione di Antigone Puglia, associazione presieduta dall'avvocato Maria Pia Scarciglia, ha realizzato il 5 giugno.

Nel penitenziario quel giorno vi erano mille e sei detenuti di cui 165 stranieri - in particolare albanesi, rumeni e qualche russo - e 68 donne. La capienza ufficiale è di 610 posti e dunque il tasso di sovraffollamento è vicino al 40 per cento. Rispetto ad un passato non troppo lontano la situazione è dunque certamente migliorata. Il reparto di Osservazione psichiatrica, la cui apertura aveva suscitato le proteste di alcuni sindacati di polizia penitenziaria, ospita dieci pazienti a fronte di venti posti letto. Il reparto è gestito a tutti gli effetti come struttura sanitaria e gli agenti possono entrare solo in caso di disordini. 

I reclusi che fruiscono delle misure alternative potendo dunque lavorare sono 253 ma solo in dieci possono farlo all'esterno del penitenziario: sono poche infatti le aziende che assumono mentre il taglio dei fondi specifici non ha consentito alla direzione del carcere di raggiungere il numero dell'anno precedente. 

Una situazione in particolare ha però colpito la delegazione più delle altre: la presenza di una bimba di due anni e due mesi che ha seguito la madre nel trasferimento dal carcere di Foggia, città nella quale vivono il marito e altri cinque figli minorenni, a quello del capoluogo salentino. La direttrice Rita Russo si è subito prodigata per riavvicinare la donna, di origine rom, e la bimba alla famiglia, ma dalla sua richiesta sono trascorsi quattro mesi senza aver risposta. Intanto la detenuta si trova nel reparto di Alta Sicurezza, scelta dettata non certo dal reato commesso ma perché si tratta di una parte del penitenziario meno problamatica rispetto ad altre. Per Antigone anche un solo bimbo dietro le sbarre rappresenta una sconfitta dello Stato di diritto.

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