Cronaca

"Antiterrorismo a Lecce? Ma se qui già non c'è personale per la quotidianità"

Il Silp Cgil manifesta dubbi sulle indiscrezioni circa l'istituzione di un presunto gruppo specializzato, per via di molti fattori. E ricorda che nel Salento già non si riesce a far fronte ai problemi normali per la cronica carenza di agenti e di mezzi, nonostante anni di battaglie e richieste

@TM News/Infophoto

LECCE – Squadre speciali antiterrorismo anche a Lecce? Qui già l’ordinario è straordinario. Le indiscrezioni che stanno circolando mettono in agitazione il Silp Cgil, una delle sigle sindacali di polizia, e pongono dubbi sull'effettivo valore dell'iniziativa, se non proprio sulla sua fondatezza.

Perché se da un lato cresce la fobia per gli attacchi in Italia, dall’altro gli agenti rivendicano da tempi immemori “normali” integrazioni ai “normali” reparti per le “normali” operazioni quotidiane nel povero Tacco dello Stivale. Il lavoro per le strade, un peso difficile da reggere fra assenze di uomini e mezzi. Quando non manchi proprio la benzina. Come dire: possibile che si arrivi a tanto, se manca già il minimo?

Beninteso. Da un lato la sigla sindacale sostiene di non voler entrare nel merito delle decisioni del ministero dell’Interno su faccende così delicate (l’Isis fa paura, inutile spiegare perché), ma dall’altro manifesta perplessità sulla gestione dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Il segretario provinciale, Antonio Ianne, ricorda che “da anni la nostra segreteria rileva, in tutte le sedi e in tutte le occasioni, che i livelli di sicurezza della provincia di Lecce sono progressivamente calati perché, a fronte delle molte decine di colleghi andati in quiescenza, pochissimi sono i nuovi arrivati”. La carenza è cronica e ormai non si riesce più a garantire “le presenze e i servizi che si potevano svolgere fino a due o tre anni addietro”.

“Alcuni commissariati e la polizia stradale non riescono più a mettere una macchina in strada per le intere ventiquattro ore – dice Ianne -, altri commissariati sono ripetutamente impegnati con gli sbarchi di migranti sulle coste e svolgono turni di servizio anche in esbuero rispetto alle ore di straordinario retribuite senza la certezza che il loro lavoro sarà pagato”. E ancora: “Posto di polizia ferroviaria presso la stazione di Lecce che chiude alle ore 20 e polizia postale che taluni vorrebbero addirittura chiudere del tutto”. Come dire: si può parlare all’infinito di corpi speciali, ma se questo è il quadro…

E allora, via con lo sgambetto, forte e deciso: “In questo scenario desolante, il ministero dell’Interno – attacca il sindacato -, pensa bene di ‘annunciare’ l’istituzione di questi 'reparti speciali' senza, allo stesso tempo, predisporre, come chiesto da molte organizzazioni sindacali, compresa la nostra, un provvedimento che consenta di rimpinguare adeguatamente gli organici magari dando seguito all’altro ‘annuncio’ del primo ministro Matteo Renzi riguardante l’assunzione straordinaria di 2mila 500 unità, che sono già vincitrici di concorso ma attualmente in stand-by”.

“Peccato che l’annuncio del primo ministro – ricorda ancora Ianne - abbia cozzato con il divieto del ministero del Tesoro e così il provvedimento, che doveva andare ‘nel prossimo Consiglio dei ministri’ di due mesi fa, è stato accantonato e addio boccata di ossigeno per gli organici”.

Insomma, l’attenzione per il territorio non si manifesta istituendo “reparti speciali”, ma adeguando gli organici a quelle che sono le esigenze quotidiane della cittadinanza. Per non parlare dei mesi estivi, quando il flusso di turisti è tale da far scoppiare la testa. E’ questo il messaggio lanciato da chi vive il lavoro nella sicurezza a contatto con il cittadino e i suoi problemi.  

Il Silp si dilunga anche sul dettaglio. E spiega che è sbagliato definirli “007” perché non concorreranno ai servizi d’intelligence. Semmai, sarà un nucleo di persone addestrate per fronteggiare i momenti successivi a un eventuale attentato terroristico. Ma non si sa quante saranno le unità a Lecce. “Si parla di dieci, ma inizialmente erano venti, se davvero saranno istituite e come”. Un altro interrogativo riguarda l’età. Normalmente, ricorda il Silp, i corsi di specializzazione prevedono ha un limite massimo di 40 anni, al limite elevato a 45. “Altrimenti – precisa il segretario - si corre il rischio di non avere in provincia un numero sufficiente di persone addestrabili poiché siamo una delle questure italiane con la più alta età media”.

Le incertezze riguardano anche il reale impiego del personale. “Con la cronica deficienza di risorse umane – dice il rappresentante del Silp Cgil -, appare invero strano che queste unità siano destinate ‘solo’ a fronteggiare eventuali emergenze, mentre è più probabile che svolgano servizi di vigilanza con il doppio risultato che si tolgono risorse già scarse al territorio utilizzandole per servizi creati solo per ‘tenerli impegnati’. Speriamo non sia così, ma il rischio è reale”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Antiterrorismo a Lecce? Ma se qui già non c'è personale per la quotidianità"

LeccePrima è in caricamento